Largo ai vecchi

26 Luglio Lug 2017 1226 26 luglio 2017

I vitalizi dei parlamentari: tutti in galera

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Ieri, 25 luglio, i parlamentari in pensione che percepiscono il vitalizio hanno corso un grave rischio perchè è stato presentato alla Camera un emendamento alla legge che più in generale riforma retroattivamente la struttura dei vitalizi chiedendo che i percettori siano incriminati con condanne che vanno secondo i casi fino a dieci anni. La ragione, provocatoria ma non priva di logica, stava nel fatto che i grillini hanno pubblicato le liste dei percettori accusandoli di furto allo Stato, se bisogna trarre conseguenze da questa posizione, si argomenta, non è con una semplice legge di riforma che si può risolvere il problema ma con articoli da introdurre nel Codice Penale. La signora Boldrini ha dichiarato inammissibile l'emendamento che non è stato votato altrimenti nella gara tra Pd e 5Stelle a chi era il più rigido, che provocherà un risparmio di una settantina di milioni (circa un terzo del totale), si sarebbe assistito a una gara al rialzo che avrebbe rappresentato per gli sciagurati ex parlamentari qualche cosa anche di peggio di quel che è stato il 25 luglio del '43 per Mussolini.

D'altra parte la legge, che trasforma, come si è detto retroattivamente, le pensioni dei parlamentari da retributive a contributive, deve passare ancora al Senato e poi al vaglio della Corte Costituzionale. Si dice che è difficile che la Corte Costituzionale approvi qualcosa di retroattivo contrario al principio del “diritto acquisito” ma, se dovesse approvarlo, si aprirebbe un varco per un cambio più generale di tutte le pensioni basate sul sistema retributivo che coinvolge la maggioranza dei pensionati italiani. Cioè da una sciocchezza demagogica che fa risparmiare qualche decina di milioni oggi ma sempre meno, man mano che passa il tempo, al bilancio delle Camere si potrebbe passare alla decurtazione mediamente intorno al 20% della grande maggioranza delle pensioni italiane. Non è uno scherzo perchè l'INPS si trova già in condizioni di difficoltà in ragione del numero sempre più alto di pensionati e sempre più basso di contribuenti al sistema ma la politica che nasce nei bar e che risale all'interno dei pavidi partiti odierni può generare danni molto gravi.

Niente paura però perchè gli arzilli pensionati del Parlamento si sono già attrezzati con buoni avvocati e ricorreranno con argomenti che perlomeno impegneranno gli Enti di Controllo e i tribunali per molti anni, tanti che la resistenza sarà poi sempre minore per sopravvenute, come si dice, cause naturali.

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