Largo ai vecchi

1 Agosto Ago 2017 1141 01 agosto 2017

Tripoli bel suol d'amore: ma Macron ha proprio torto?

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Si va cercando, con interviste televisive ed altro, di attivare in Italia una reazione nazionale alla politica francese del presidente Macron che, benchè salutato da mille giudizi positivi nel momento della sua elezione, riserva al nostro Paese un trattamento severo e, diciamolo pure, di serie B. Il Paese ovviamente non risponde perchè assolutamente disinteressato dai problemi di orgoglio nazionale e perchè, credo anche, trova che Macron può aver ragione: infatti Macron è riuscito con una mossa diplomaticamente efficace a stabilire un rapporto con tutti e due i leader della Libia, a creare le premesse per un possibile insediamento di campi profughi sotto controllo europeo sul territorio libico e, per finire, a rialzare il prezzo della vendita dei cantieri STX. La nostra diplomazia ha reagito con un accordo con una delle parti libiche, il presidente Sarraj, che ha smentito immediatamente dopo aver firmato e che, a tutt'oggi, non sembra essersi concretamente prodotto.

Insomma la nostra classe dirigente politica e diplomatica ha dimostrato ancora una volta la sua sostanziale incapacità e, forse, la sua impossibilità di muoversi agevolmente nel mondo arabo perchè vincolata da sottostanti accordi dei Servizi. Per esempio l'incapacità di stabilire rapporti con il generale Haftar, notoriamente uomo di al-Sīsī, è una lacuna dal punto di vista diplomatico dovuta alle cattive relazioni che si sono stabilite con l'Egitto.

I ministri Minniti e Pinotti dimostrano buon senso e buona volontà ma devono passare attraverso un Parlamento che può riservare ogni sorta di sorprese e che sempre, con eccesso protagonistico, presenta migliaia di emendamenti per qualsiasi legge. Devono poi affrontare una stampa infida che pur di arrivare a qualche copia in più è capace di diffondere qualsiasi notizia riesca ad avere con qualsiasi mezzo.

Dunque tutto questo misogallismo è ingiustificato e la nostra incapacità di frenare le immigrazioni irregolari porterà all'abolizione del Trattato di Schengen e quindi ad un passo indietro dell'Europa. Intanto la Svizzera ha richiamato una classe di riservisti per controllare le frontiere con l'Italia e l'Austria, non ne parliamo proprio, è lì già pronta con le autoblindo: siamo politicamente isolati in Europa e ciò non sfugge a Macron come, dopo le elezioni, non sfuggirà alla signora Merkel.

Tra l'altro sappiamo già che le nostre elezioni serviranno a poco salvo che non ci sia una soluzione grillina o grillin-salviniana che rapidamente porterebbe tutta l'Italia al livello di Roma e non dico altro perchè basta guardare le foto sui giornali per capire.

Per concludere riprendiamo due vecchie canzoni del 1911che possono ritrovare una loro attualità, una favorevole all'intervento a Tripoli (nazionalista) una contraria (socialista):

A TRIPOLI!

Sai dove s'annida
più florido il suol?
Sai dove sorride
più magico il sol?
Sul mar che ci lega
coll'Africa d'or,
la stella d'Italia
ci addita un tesor.

Tripoli, bel suol d'amore,
ti giunga dolce
questa mia canzon,
sventoli il Tricolore
sulle tue torri
al rombo del cannon!

Naviga, o corazzata:
benigno è il vento
e dolce è la stagion.
Tripoli, terra incantata,
sarà italiana
al rombo del cannon

Tripoli, bel suol d'amore,
ti giunga dolce
questa mia canzon,
sventoli il Tricolore
sulle tue torri
al rombo del cannon!

A te, Marinaro,
sia l'onda sentier;
sia guida Fortuna
per te Bersaglier;
va' e spera, soldato,
Vittoria è colà...
Hai teco l'Italia
che gridati: va'!

Al vento africano
che Tripoli assal
già squillan le trombe
la marcia real.
A Tripoli i turchi
non regnano più:
già il nostro vessillo
issato è laggiù...

Un bel militare
voleva da me
un sì per qualcosa
(sapete cos'è).
Gli dissi ridendo:
"Tu avrai quel che vuoi;
ma prima, birbante,
va' a Tripoli, e poi..."!

Tripoli, bel suol d'amore,
ti giunga dolce
questa mia canzon,
sventoli il Tricolore
sulle tue torri
al rombo del cannon!

Naviga, o corazzata:
benigno è il vento
e dolce è la stagion.
Tripoli, terra incantata,
sarà italiana
al rombo del cannon.

INNO A TRIPOLI

Sai dove si stende
più sterile il suol?
Sai dove dardeggia
sanguigno più il sol?
Di madri il singhiozzo
di spose il dolor
son doni che reca
quest'Africa d'or

Tripoli suol del dolore
ti giunga in pianto
questa mia canzon
sventoli il bel tricolore
mentre si muore
al rombo del cannon

Naviga su fornitore
benigna è l'ora
e bella è l'occasion
Tripoli tu sei l'amor
il dolce sogno
dell'italo succhion

Tripoli suol del dolore
ti giunga in pianto
questa mia canzon
sventoli il bel tricolore
mentre si muore
al rombo del cannon

A te marinaio
va mesto il pensier
tu salva la pelle
se puoi bersaglier
va e spera vittoria
soldato perchè
vi resta in Italia
chi mangia per te

Naviga su fornitore
benigna è l'ora
e bella è l'occasion
Tripoli tu sei l'amor
il dolce sogno
dell'italo succhion

Al nero fratello
del suolo fatal
darem la pellagra
e marcia real
A Tripoli i turchi
non regnano più
le forche d'Italia
rizziamo laggiù.

Tripoli suol del dolore
ti giunga in pianto
questa mia canzon
sventoli il bel tricolore
mentre si muore
al rombo del cannon

Naviga su fornitore
benigna è l'ora
e bella è l'occasion
Tripoli tu sei l'amor
il dolce sogno
dell'italo succhion.

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