Le vespe

19 Ottobre Ott 2012 1107 19 ottobre 2012

L'amore oggi, tra castità e "Troialogie"

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Il nuovo libro di Pascal Bruckner, Il paradosso amoroso (Guanda), è il certificato di fallimento della generazione del ‘68. Fallimento non nell’arena pubblica, ma in quella privata. Forse perché ha in mente la sua Francia, dove la classe politica non si è ancora liquefatta come da noi, e dove le istituzioni sono state rimesse in sesto cinquant’anni fa, consentendo una fisiologica alternanza senza avventure populiste, è al microcosmo dei rapporti sessuali e familiari che l’ex-nouveau philosophe guarda con partecipe e autobiografica ansietà.

Cosa è successo in questo ambito da preoccuparlo tanto? È successo che all’orgia ideologica e amorosa degli anni Sessanta e Settanta, quando uomini e donne viaggiavano “meglio da un letto all’altro che sulla superficie del globo”, è subentrato il grande freddo degli anni Duemila. “La volontà di fare tabula rasa ha fallito: né il matrimonio né la famiglia o l’esigenza di fedeltà sono scomparsi. Ma l’ambizione del ritorno allo status quo ante è ugualmente fallita…Che strana avventura per una generazione che ha voluto riformare il cuore umano, riscoprire certi codici intangibili. Oggi scompare l’idea di rivoluzione così come quella di restaurazione a beneficio di un tempo complesso, sedimentato, che non è né un ritorno al passato né l’avvento di un’epoca nuova. È più uno spostamento che un superamento”.

Insomma, siamo rimasti in mezzo al guado. I sessantenni di oggi ne hanno fatte di ogni in gioventù, comuni, coppie aperte, triangoli e altre più ardite figure geometriche, per poi ritrovarsi spesso a rimpiangere, se non a scimmiottare un po’ maldestramente, i matrimoni blindati dei loro genitori. E finiscono per condannarsi a una sorta di autorottamazione sentimentale. A un certo punto di questa sua spietata indagine sull’eros contemporaneo, Bruckner arriva a tessere l’elogio dell’ipocrisia. “Se basta essere se stessi per avere ragione – scrive , il culto moderno dell’autenticità conduce dritti al trionfo della scortesia”. Meglio dirsi tutto che ricorrere a sotterfugi d’altri tempi, suggerisce il moderno bon ton. Ma finché mentiamo – ribatte il filosofo – “vuol dire che teniamo all’altro e che ci importa di più salvaguardare la relazione che trovare sollievo nella confessione”.

Purtroppo il bravo Pascal dimentica, o finge di dimenticare, almeno due dettagli che rendono impraticabile la linea da lui auspicata. 1) La fine della privacy. La società è diventata trasparente, cellulari e smartphone hanno polverizzato il concetto stesso di irreperibilità, le coppie clandestine non hanno più luoghi sicuri per nascondersi, e sulla piazza di Facebook tutti sanno tutto di tutti.

2) La parità tra i sessi. A parte le enclave dove ancora resiste il patriarcato o la poligamia, nella società di oggi è sempre più raro trovare una moglie disposta a tollerare quelli che Bruckner chiama “sfarfallamenti” del marito, come pure donne rassegnate al ruolo ancillare di consolatrici per le pause pranzo. Così se si esclude il logoro schema segretaria-boss, dove peraltro è alto il rischio di denuncia per molestie, ai coniugati insoddisfatti non rimane che ripiegare su massaggiatrici ed escort, il bunga-bunga dei Fantozzi.

Nell’era del “paradosso amoroso” assistiamo così a due eccessi opposti e complementari: l’astinenza e la violenza, la sperimentazione vertiginosa e la rinuncia.  Da un lato l’ex-fidanzata che dice a Bruckner: “Spero che anche tu l’abbia fatta finita col sesso. Andava bene negli anni Ottanta. Oggi non ha più nessun interesse”. Torna di moda la castità, un po’ perché desiderare è soffrire, un po’ per reazione all’orgasmo obbligatorio imposto dai mass media. Sono gli “spretati del piacere”, cui fanno da contraltare le “coppie pornografiche” che ricorrono a manette e video hard per tenere viva la “fiamma sacra”. Come scrive Pascal: “la cultura libertina migra dal bordello al letto coniugale”. Ecco spiegato il successo in libreria delle varie Sfumature, quelle che io chiamo Troialogie, ultima frontiera della prostituzione editoriale.

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