L'imbrattaweb

25 Maggio Mag 2012 1203 25 maggio 2012

Le prossime mosse di Fini, Forrest Gump della destra

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Tra le nuove opzioni politiche di Gianfranco Fini, stando a quanto si mormora negli ambienti politici, ci sarebbe anche quella di una rinnovata alleanza con i vecchi camerati (da Gianni Alemanno a Francesco Storace, ecc.).
Come direbbero i francesi, tout se tient. Per l’ex enfant prodige del postfascismo sarebbe un bel ritorno alle origini.
Resta da vedere, però, se i nudi e puri – diciamolo pure – i trucidoni della destra storaciana accetteranno di accogliere tra le loro braccia il figliol prodigo che li ha prontamente scaricati per approdare alla assai più comoda, e remunerativa, dal punto di vista politico, s’intende, destra berlusconiana. Cosa che, fino a oggi, non gli hanno mai perdonato.
Francamente ritengo un po’ improbabile che Fini sia disposto, dopo aver provato l’ebbrezza di stare ai vertici (dal ministero degli Esteri alla presidenza della Camera, terza carica dello Stato, non dimentichiamolo), a rimettersi in gioco partendo da un movimento che, se anche riescisse a superare percentuali elettorali da prefisso telefonico, non offrirebbe garanzie certe di superamento dello sbarramento elettorale. E quindi la garanzia di un ingresso in Parlamento.

Ma è anche vero che non si intravedono altre grandi possibilità (fatta salva la leadership di un Pdl rinnovato, cioè  deberlusconizzato. Ma qui la concorrenza sarebbe ben più folta).

E c’è poi da considerare un’altra variabile: la visione politica.

E qui, chi ben conosce Fini sa che l’uomo, a dispetto della fortuna che lo ha sin qui accompagnato, non è che brilli particolarmente.

Se uno osserva la carriera politica del presidente del Parlamento, viene più spontaneo pensare a Forrest Gump che non, per dire, a Machiavelli.

Basti dire, anche se quasi nessuno lo ricorda, che Gianfranco Fini aveva votato “no” al referendum dell’aprile 1993 che proponeva l’abrogazione del sistema proporzionale in favore di quello maggioritario. Sistema che, grazie al cosiddetto mattarellum, permise ad An di trovarsi catapultata nella coalizione governativa.

Insomma, più che a sua insaputa, Fini arrivò al governo quasi suo malgrado.

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