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9 Agosto Ago 2012 1854 09 agosto 2012

UN GOCCIO DI HITLER

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«Ein Volk, ein Reich, ein Führer»; «Mein Kampf». No no, non si tratta dell’ennesimo coro di nostalgici nazisti. Sono semplicemente le scritte che compaiono sulle etichette del «FührerWeine», vino rosso della collezione «Linea della storia», e che accompagnano immagini di Hitler riprodotto in varie pose (strana legge del contrappasso, peraltro, dato che Hitler, come hanno sempre dichiarato molti testimoni, era praticamente astemio…).
Fino a qualche tempo fa, questo tipo di bottiglie (ma non solo, perché ci sono anche lattine di birra e bottiglie di liquori vari) erano commercializzati – pare con grande successo di vendite – da un sito austriaco.
Ma oggi hanno fatto la loro comparsa anche in Italia. Per la precisione, sugli scaffali di un piccolo supermercato di Garda, ridente località turistica, come si dice, sull’omonimo lago.
Probabilmente la cosa sarebbe passata pressoché inosservata se nel supermercato non fosse entrata, nei giorni scorsi, una coppia di ebrei americani, Matthew e Cindy Hirsh, in vacanza a Garda, che ha subito notato le strane bottiglie.
Mr e Mrs Hirsh hanno immediatamente chiesto spiegazioni ai negozianti e si sono sentiti rispondere che nella stessa linea di prodotti ci sono bottiglie dedicate anche a Papa Giovanni Paolo II, Stalin, Che Guevara (ma anche a Himmler e Göring), ecc.
La spiegazione non è evidentemente bastata ai due americani, che hanno sollevato un vero polverone, riferendo la cosa alla stampa locale, tanto che è dovuto intervenire il sindaco, Antonio Pasotti, che ha invitato il titolare del negozio a ritirare dagli scaffali le bottiglie incriminate.
Ma non solo, perché è intervenuto anche un magistrato, il procuratore della Repubblica di Verona, Mario Schinaia, che ha aperto un fascicolo per apologia di fascismo («L’unico reato ipotizzabile» ha detto il magistrato, «perché purtroppo quello della stupidità umana non è ancora perseguibile»).
E la cosa è addirittura arrivata al ministro Riccardi, il quale ha voluto rassicurare i due coniugi che l’Italia ripudia, con il razzismo e l’antisemitismo, anche il nazismo, e ha promesso che interesserà del caso l’ufficio antirazzismo del ministero (che forse dovrebbe farsi un giretto, insieme al dott. Schinaia, anche a Predappio, a visitare i vari negozietti di cimeli mussoliniani…).
Ma la cosa più incredibile è la motivazione addotta dal titolare del super mercatino familiare, Fabrizio Flisi, il quale ha sostenuto che tiene quelle bottiglie come monito, perché «quegli orrori non vanno dimenticati e si deve continuare a provare vergogna».
Insomma, come si dice: «bere per non dimenticare".

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