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28 Settembre Set 2012 1004 28 settembre 2012

Piccolo non è più bello?

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Gli italiani si rassegnino: mentre tutto cresce (l’inflazione, la cassa integrazione, il debito pubblico, la disoccupazione) solo una cosa diminuisce, la lunghezza del loro pene.
Almeno questo sarebbe il risultato di una ricerca condotta nei mesi scorsi dalla Asl di Padova diretta dal professor Carlo Foresta e riportata con enfasi dal quotidiano tedesco Bild il 26 settembre.
Secondo la ricerca, condotta su un campione di 12mila ragazzi tra i 18 e i 19 anni (2mila nel Veneto, gli altri in tutta Italia), nell’ultimo cinquantennio – dal 1948 - il pisello italico avrebbe subito un accorciamento medio di quasi il 10 percento, passando da 9,7 a 9 centimetri (ma il fenomeno sarebbe ancor più accentuato negli ultimi anni, se è vero che la riduzione accertata dal 2011 sarebbe di 1 millimetro).
Della vicenda se ne occupa il 27 settembre Libero, che dedica un’intera pagina alla questione.
E, come tradizione di certo nostro giornalismo (vedi la famosa polemica sulla vicenda Schettino dello scorso gennaio, quando il Giornale richiamò – per usare un eufemismo – i trascorsi nazisti della Germania), anche in questo caso la risposta è pronta: se agli italiani si accorcia il pene, anche i tedeschi hanno poco da stare allegri, visto che da loro aumentano gli obesi.
Come poi questi due fenomeni possano in qualche modo confrontarsi non è dato saperlo.
Libero agita anche il sospetto del complotto.
Riporta persino non meglio identificate voci che interpreterebbero l’articolo del Bild come il frutto di un piano studiato a tavolino dalla Merkel «per affossare il nostro settore turistico, convincendo le donne teutoniche che le nostre performance amorose ormai sono inversamente proporzionali all’impennata dello spread».
Con il che si dimostrerebbe almeno una cosa: che il premier tedesco non deve nutrire una grande considerazione per le sue connazionali, e più in generale per le esponenti del suo genere sessuale d’appartenenza, se può pensare che a orientare le scelte vacanziere delle donne siano le dimensioni degli attributi sessuali dei maschi indigeni (e se così fosse, per noi, come per almeno i tre quarti del mondo non ci sarebbe competizione possibile con l’Africa).
Comunque, personalmente, ho sempre seguito la saggia indicazione di Frank Zappa che nella canzone guarda caso intitolata «Penis dimensions» (l’album era la colonna sonora del film 200 Motels) faceva cantare a Mark Volman, tra le altre, le seguenti parole: «There is no reason why you, or your loved one should suffer. Things are bad enough, without the size of your organ adding even more misery to the troubles of the world».
E comunque, ricorderei ai tedeschi che è stato proprio un loro connazionale, il filosofo ed economista Ernst Friedrich Schumacher (detto Fritz), a teorizzare il fatto che «piccolo è bello».
Certo eravamo negli anni ’70. Le cose evidentemente cambiano. E, a volte, ahimè, si accorciano.

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