L'imbrattaweb

23 Ottobre Ott 2012 1445 23 ottobre 2012

Lance Armstrong e gli evasori fiscali

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Non ci hanno pensato molto gli uomini dell’Uci (l’Unione internazionale del ciclismo): Lance Armstrong, il campionissimo che tra il 1999 e il 2005 aveva sbaragliato tutti gli avversari vincendo Tour de France a ripetizione, già radiato dalla Federazione statunitense, è stato riconosciuto «ufficialmente» come utilizzatore continuo di sostanze dopanti, ed è stato perciò cancellato dalla storia dello sport.
Gli sono state, cioè, revocate tutte le vittorie.
Si potrà discutere naturalmente su questa decisione (del resto, in Italia, siamo ancora qui a discutere del famoso scudetto tolto alla Juventus e assegnato all’Inter…). Ma una cosa è certa: si tratta di una decisione davvero esemplare, nel senso che vuole dare l’esempio.
Efficace anche dal punto di vista simbolico.
Certamente più utile di mille bla bla. E forse, capace anche di assumere valenza di deterrente.
Mi chiedo se questa stessa «procedura» non possa essere adottata in altri ambiti.
Per esempio nei confronti dei grandi evasori fiscali.
Senza arrivare al punto di minacciarli di morte (come avviene nell’ultimo, gustosissimo episodio del commissario Charitos, frutto della felice fantasia del giallista greco Markaris, intitolato appunto L’esattore), nei loro confronti si potrebbe applicare la norma della «degradazione» militare  - la gradus dejectio o regradatio in vigore sin dai tempi dell’antica Roma - che consiste appunto nella perdita del grado e degli onori acquisiti durante la carriera.
Ovviamente con tanto di «cerimonia» pubblica. In modo che tutti lo sappiano.
Faccio un esempio: Luciano Pavarotti ha evaso? Benissimo, gli si toglie – in questo caso post mortem – il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.
Valentino Rossi ha evaso il fisco? Bene, restituisca il Collare d’oro al merito sportivo conferitogli dal Coni.
E così via.
Gli evasori fiscali (o chi per loro) restituiscano tutte le onorificenze, dall’Ambrogino d’oro al titolo di Senatore a vita.
Per carità, non è che così facendo si risolverebbe il problema del buco dell’erario. Ma credo sarebbe un bel segnale simbolico per tutti. E a costo zero. Anzi, avremmo probabilmente  qualche quintale tra metalli preziosi e carta pregiata da riciclare...

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