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14 Dicembre Dic 2012 1616 14 dicembre 2012

Verso un Governo Berlusmonti?

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Nel breve volgere di un paio di giorni, Silvio Berlusconi – un po’ a sorpresa – è diventato uno dei più accesi fan di Mario Monti. Ormai, il suo endorsement (come si dice) nei confronti del Premier uscente è chiaro e inequivocabile.
C’è chi sostiene che addirittura il Cavaliere stia già disegnando la possibile architettura del prossimo Governo guidato dal professore. Un Governo di «continuità», ovvero denso di tecnici.
Senza però dimenticare la Lega, alleato senza il quale, probabilmente, il nuovo «rassemblement» del centrodestra non potrebbe aspirare a ottenere la maggioranza nei due rami del Parlamento, e, dunque, a guidare il Paese.
Manca ancora qualche pedina, ma il più sembrerebbe fatto.
Scontata la presidenza del Consiglio appunto di Mario Monti, Berlusconi riserverebbe al suo delfino, Angelino Alfano, la vice presidenza, e ad Ariedo Braida, valido general manager del Milan, il sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio.
Altrettanto scontati i dicasteri della Difesa a Franco Baresi e quello della salute ad Alberto Zangrillo; quello della Giustizia a Marcello dell’Utri.
Per gli Affari europei si starebbe pensando a Paolo Maldini, che più di chiunque altro si è rivelato a proprio agio sui terreni insidiosi del Vecchio Continente (8 finali conquistate, 5 Champions e 5 Supercoppe europee vinte).
Più difficile l’attribuzione del dicastero dell’Economia e delle Finanze; Berlusconi sarebbe indeciso tra Ennio Doris e il ragionier Giuseppe Spinelli. Mentre un sottosegretariato di peso potrebbe andare all’ex ministro Scajola, a cui verrebbe demandata la delega alle dismissioni del patrimonio immobiliare dello Stato («Il livello del debito pubblico ci impone di sveltire al massimo questo processo.» Confida Berlusconi «Insomma, ci vuole qualcuno che faccia in fretta, anche a costo di non farsi troppe domande sugli acquirenti»). A insidiare la corsa di Scajola, tuttavia, ci sarebbe, secondo le ultimissime indiscrezioni, Denis Verdini, che si è dimostrato molto abile nel realizzare importanti plusvalenze proprio nel campo delle dismissioni immobiliari.
Nessun dubbio per PA e semplificazione: confermato Brunetta, per l’ottimo lavoro svolto (mentre si starebbe pensando ad Amedeo Laboccetta per un sottosegretariato con delega alla informatizzazione e digitalizzazione).
Anche per gli Esteri una garanzia: Valter Lavitola.
Per gli Interni si pensa al designer Cesare Paciotti, mentre per Politiche agricole, alimentari e forestali, il Cavaliere avrebbe sondato la disponibilità dell’ex giardiniere di Arcore, Massimo Spada.
Alla Lega i ministeri della Cooperazione internazionale e integrazione (Mario Borghezio) e quello della Coesione territoriale (Roberto Calderoli).
Ma a un leghista, Eraldo Isidori, recentemente venuto alla ribalta per un forbito intervento alla Camera, potrebbe essere affidato un altro ministero chiave: quello dell’Istruzione, Università e ricerca.
Silvio Berlusconi pensa poi a Karima El Mahroug - più nota come Ruby rubacuori - per il ministero dei Rapporti con il Parlamento (che verrebbe appositamente rinominato come ministero dei «Rapporti con i parlamentari»).
Sempre a proposito di tecnici, a Diego Anemone dovrebbe andare il dicastero per Ambiente e tutela del territorio e quello dei Beni e delle attività culturali a Mariano Apicella.
E ancora, ad Alessandro Cecchi Paone quello per le Pari opportunità.
Meno facile individuare il titolare del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Berlusconi vorrebbe riproporre il tormentone della creazione di un milione di nuovi posti di lavoro, ma non è facile individuare chi possa portare a termine una missione così impervia. Il Cavaliere starebbe, a tal proposito, sondando alcuni potenziali candidati: Elsa Fornero (che però si è detta disponibile a creare solo un milione di nuovi esodati); Gerry Scotti (che tuttavia potrebbe creare sì e no un paio di milionari) e Lele Mora (che ha proposto la creazione di un milione tra veline e tronisti). Si vedrà.
Restano infine scoperti il ministero di Sport e turismo (ma anche qui, il cavaliere non avrebbe che l’imbarazzo della scelta, per esempio tra i professionisti del Milan), e quello di Sviluppo economico, infrastrutture e trasporti, per il quale si stanno facendo avanti diverse auto-candidature, soprattutto nel mondo imprenditoriale, tra cui una di particolare peso, quella di Giuseppe Tarantini.

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