L'imbrattaweb

4 Marzo Mar 2013 1235 04 marzo 2013

Dal salvavita Beghelli alle beghine salvavita

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I media non ne hanno parlato. E quindi non ne sapevo nulla. Di qui la mia sorpresa, sabato 2 marzo quando, salendo una delle rampe che conducono all’ingresso della clinica Mangiagalli di Milano (storico ospedale, eccellenza nella ostetricia e nella ginecologia) per fare visita a un’amica, mi sono ritrovato a passare tra due ali di persone che – con fervore e con voce squillante – recitavano una specie di rosario (così mi è parso), a suon di Ave Maria, ecc.

Lì per lì, la cosa mi ha naturalmente incuriosito, ma nulla di più. Poi le ho ritrovate anche uscendo, un’ora dopo. Sempre impegnate coi loro salmi.

Mi hanno però anche rifilato un volantino che ha risposto alla mia curiosità.

Tra una citazione di Isaia («Ti ho disegnato sul palmo delle mie mani, tu sei prezioso») e una dell’Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II, tra la Fallaci («Un figlio non è un dente cariato. Non lo si può estirpare come un dente e buttarlo nella pattumiera, tra il cotone sporco e le garze. Un figlio è una persona, e la vita di una persona è un continuum dall’attimo in cui viene concepita al momento in cui muore»), e Martin Luther King («Abbiamo anche la responsabilità morale di disobbedire alle leggi ingiuste: io concordo con sant’Agostino nel ritenere che “una legge ingiusta non è legge”»), il foglio spiega che l’iniziativa è promossa dal comitato e dall’Associazione «NO 194», organizzatori di un nuovo referendum abrogativo della Legge 194 in materia di aborto, e dall’Associazione «Ora et Labora in Difesa della Vita».

Si tratta di una vera e propria maratona della preghiera, intitolata «12 Ore per la vita» in riparazione all’aborto e all’eutanasia.

All’insegna del motto «Ospedale: un luogo per nascere e non per morire», è iniziata sabato 5 gennaio e prevede la replica ogni primo sabato dei mesi dispari (appunto marzo, maggio, luglio, ecc.) davanti ad alcuni ospedali «abortisti» - qualcuno accusato anche di praticare l’eutanasia: è il caso dell’ospedale civile di Padova, dove si è spenta Eluana Englaro- in diverse città italiane.

Insomma, dal salvavita Beghelli alle beghine salvavita.

Ma al di là della facile ironia, credo che il tema meriti una piccola chiosa.

Non condivido certamente la posizione di questi signori, ma posso anche credere alla loro buona fede (è il caso di dirlo) e credo abbiano tutto il diritto di esprimere, e in fondo lo fanno in modo civile, il loro dissenso nei confronti di comportamenti che giudicano contrari ai loro criteri etici.

Semmai, penso che se davvero hanno a cuore i temi della vita e del rispetto dei bambini, dovrebbero allargare il campo della protesta. Magari indirizzando le loro preghiere anche ad altre realtà – peraltro a loro vicine - che vìolano non solo l’etica (che è pur sempre concetto soggettivo), ma la legge, che, fino a prova contraria, è un concetto oggettivo.

Potrebbero, per esempio, cito una realtà a caso, organizzare dei bei presìdi di preghiera davanti alle parrocchie «pedofile», come direbbero loro. Magari il primo sabato dei mesi pari, visto che sono liberi.

Dopo tutto, proprio nel loro volantino è riportata anche una significativa citazione di Dietrich Bonhoeffer:«Il senso morale di una società si misura su ciò che essa fa per i suoi bambini».



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