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22 Aprile Apr 2013 1459 22 aprile 2013

Festa per il compleanno del caro amico Adolf

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«Nessuno si è fatto avanti in questi giorni, e francamente non sapevo niente di questa festa». Così ha dichiarato Samuele Astuti, sindaco di Malnate, comune dell’area varesina dove, il 20 aprile, si è tenuto un raduno di nostalgici che hanno celebrato il compleanno di Hitler (anche se la riunione, ufficialmente, era stata organizzata per celebrare il ventennale di «Varese Skinheads»).

Evidentemente, nel caso del primo cittadino non vale il concetto dell’omen nomen, se è vero che l’iniziativa, che ha mobilitato oltre 400 partecipanti da tutta Europa (perlopiù provenienti dagli ambienti degli skinhead di estrema destra), era stata pubblicizzata senza troppi problemi. Per esempio sulla pagina Facebook della Do.Ra.- Comunità militante dei dodici raggi – acronimo dei neonazisti varesini, con sede a Caidate, frazione di Sumirago, altro paese dell’hinterland varesino.

Anche se, questo va pur detto, la location esatta del concerto era stata tenuta nascosta fino all’ultimo minuto.

Ma che vi fosse una mobilitazione particolare in tutta la zona era comunque noto, tanto che la sezione varesina dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani) ha diramato una nota, chiedendo l’intervento delle autorità competenti, alla politica e alle istituzioni «affinché non si offra alcuna autorizzazione, ove richiesta, a simili eventi e nemmeno siano tollerate provocazioni e apologia del passato regime, apologia vietata dalla Costituzione e dalla legge italiana».

Appello bellamente ignorato da tutti. Soprattutto dall’associazione filoleghista «I nostar radiis» (le nostre radici), guidata da un esponente del Carroccio varesino, Leopoldo Macchi, che ha gentilmente concesso ai naziskin i locali della «Folla» di Malnate, una ex stazione delle Ferrovie ormai dismessa, utilizzati dall’associazione con un regolare contratto d’affitto.

E così i quattrocento convenuti hanno potuto «festeggiare» danzando sulle note e sui ritmi dei diversi gruppi che si sono esibiti per l’occasione, dai Garrota (i cui membri, il 6 aprile scorso, hanno subito una perquisizione nell’ambito di un’indagine, avviata nel 2012 dalla procura di Brescia, in merito a minacce e insulti nei confronti del pubblico ministero di Varese, Agostino Abate, indagine che ha portato al ritrovamento e al sequestro di materiale - scritti e volantini - che potrebbe configurare anche il reato di istigazione all’odio razziale) ai Legittima Offesa, dai Linea Ostile ai Civico 88 (88, per chi non lo sapesse, nella simbologia nazista, è il numero che rappresenta il saluto «Heil Hitler», dato che l’h è l’ottava lettera dell’alfabeto).

La Digos, che ha seguito l’evento «da vicino», assicura comunque che la manifestazione si è svolta senza particolari problemi, ovvero senza, per esempio, cori e canzoni nostalgiche e inneggianti al Führer. A differenza di un’altra manifestazione, svoltasi sempre nei pressi di Varese, a Buguggiate, per la precisione, nel 2008, quando, per festeggiare il compleanno del «caro amico Adolf», gli esponenti dell’ultradestra locale, tra cui il consigliere comunale del Pdl di Busto Arsizio, Francesco Lattuada, si riunirono in una birreria (si sa, il connubio nazismo-birreria è irresistibile), e intonarono cori razzisti e antisemiti, storpiando e parafrasando i refrain di celebri canzonette.

Ecco qualche esempio: «Le bionde trecce e gli occhi azzurri e poi» di Battisti, secondo i verbali d’inchiesta, diventò  «La stella gialla sui negozi ebrei»; oppure «Azzurro» di Celentano, con riferimento a Anna Frank: «Cerco nel ghetto tutto l’anno e all’improvviso eccola qua». E «Donne» di Zucchero divenne: «Negri, du du du..., in cerca di guai».

Ora, in ventidue, devono rispondere di istigazione all’odio razziale e religioso. E proprio la scorsa settimana, al Tribunale di Varese, si sarebbe dovuta tenere la prima udienza del processo, ma è stata rinviata.

Qualcuno, anzi, collegando le due vicende, ha supposto che i «festeggiamenti» di Malnate siano stati organizzati proprio per sfidare e provocare la magistratura varesina.

Non so se la correlazione esista o meno. So però che un filo rosso lega i due eventi (oltre, come ovvio, il genetliaco di Hitler): la stupidità.

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