L'imbrattaweb

28 Aprile Apr 2013 1207 28 aprile 2013

Il nuovo governo? E' PAP (Poteva Andare Peggio)

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È così da sempre, dai. Dobbiamo dircelo con onestà e prenderne atto, con disincanto.

Ogni volta che nasce un nuovo governo, cerchiamo di consolarci – e di non deprimerci completamente - pensando: «Poteva anche andare peggio».

Come quando la nostra squadra del cuore pareggia fuori casa, magari sul campo di una cosiddetta «provinciale».

Certo che avremmo voluto e potuto vincere, ma avremmo anche potuto perdere, e in fondo un punto è meglio di niente.

Perché la palla è rotonda e il calcio è pur sempre imprevedibile, si sa.

E anche la politica.

Uno, per dire, vota PD perché sa che così facendo mette il Paese al riparo da qualsiasi rischio di un ritorno di Berlusconi.

Ma poi, per l’imprevedibilità delle cose politiche, finisce che proprio votando PD si riconsegna il Paese a Berlusconi.

E allora ecco l’àncora (psichica) di salvataggio: la consolazione del meno peggio.

Da questo punto di vista, il governo Letta è esemplare.

Certo che avremmo potuto avere un governo migliore, magari persino riformista e progressista.  Ma avremmo potuto averne anche uno peggiore.

Nel nuovo governo ci sono sicuramente piacevoli «sorprese», come la Bonino, e poi outsider interessanti come Zanonato, la Idem, la Carrozza e alcuni tecnici di – teoricamente – valore (l’avverbio è d’obbligo, visto i precedenti).

E, soprattutto, abbiamo scansato il rischio di ritrovarci – che so – un Brunetta, una Carfagna, un Gasparri, una Gelmini, uno Schifani.

Magari il neo ministro della salute Beatrice Lorenzin, la «Meg Ryan de Roma», non sarà esattamente un Nobel per la medicina, ma ricordiamo che a guidare questo dicastero, nel terzo governo Berlusconi, era il 2005, abbiamo avuto Francesco Storace, che al massimo conosceva le virtù terapeutiche dell’olio di ricino.

Insomma, se pensiamo così, il trauma è meno forte.

Abbiamo persino una ministra italo-congolese che fa incazzare i leghisti, dovremmo essere contenti, no?

Buon segno. Dovrebbe essere una sorta di certificazione automatica di qualità, quasi un bollino blu: se il leghista insorge, significa che qualcosa di positivo sta succedendo. Persino a Roma.

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