L'imbrattaweb

23 Giugno Giu 2013 1159 23 giugno 2013

Borghezio e il bicchiere mezzo pieno

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Diciamolo pure, l’ultima esternazione del leghista Mario Borghezio riferita alla ministra Idem: «Forse le vere puttane non sono quelle che esercitano la professione, sono quelle piene di ipocrisia, politicamente parlando, che dicono una cosa e ne fanno un'altra», suona sicuramente offensiva.

Ancorché – ma non lo dico certo a giustificazione di Borghezio - la vicenda emersa non sia propriamente edificante, e, in un Paese normale, il ministro si sarebbe dovuto dimettere immediatamente, almeno fintanto che la questione non fosse pienamente chiarita, anziché liquidare tutto con un'imbarazzante conferenza stampa.

Tuttavia, volendo guardare al bicchiere mezzo pieno, credo si debba anche considerare il risvolto positivo della questione.

Nel senso che l’insulto alla Idem rappresenta comunque una evoluzione sorprendente, quasi sconcertante, rispetto alle prese di posizione a cui, negli anni, ci ha abituato l’alto esponente della camicie verdi nostrane.

Infatti, dopo essersela presa con neri, islamici, extracomunitari, Rom; dopo aver persino subito due condanne: una sanzione pecuniaria, nel 1993, per violenza privata nei confronti di un ambulante marocchino di 12 anni, e una condanna penale, nel 2005, a due mesi e venti giorni di reclusione - commutati poi in una multa di 3.000 euro - per concorso nel reato di danneggiamento seguito da incendio (Borghezio era stato ritenuto responsabile, insieme ad altri sette leghisti, dell’incendio scoppiato nel luglio 2000, al termine di una fiaccolata anti-droga a Torino, organizzata dal «Coordinamento Piemonte dei volontari verdi», tra i pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde); dopo essersela presa con un ministro di colore, Cécile Kyenge, rea di essere incompetente e di possedere un volto da casalinga (con la probabile aggravante di essere una casalinga di Kinshasa anziché di Voghera), ora, per la prima volta, l’ex parlamentare europeo leghista se la prende apertamente addirittura con un esemplare di pura razza ariana: la Idem, come si sa, è infatti nata a Goch, cittadina nel cuore della Renania Settentrionale-Vestfalia. E anche i tratti somatici ne rivelano immediatamente e indiscutibilmente l'appartenenza a quella che Borghezio considera probabilmente come razza superiore.

Dunque un bel passo avanti. Non c’è che dire.

E poi invito la ministra, che si sente giustamente offesa per l’epiteto ricevuto, a consolarsi: pensi che noi italiani – genealogicamente parlando – siamo pur sempre, per buona parte, figli di Troia.



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