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22 Giugno Giu 2014 1125 22 giugno 2014

Fini e l'ibis redibis della destra

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«L’Italia che vorresti, la tua idea per la destra che non c’e». E’ il titolo della convention che Gianfranco Fini ha annunciato e che si terrà sabato 28 giugno a Roma.

Non so perché, ma quello strano gioco di virgole e pause mi ha ricordato la famosa locuzione latina dell’«ibis redibis non morieris in bello»: se si scrive «ibis, redibis, non morieris in bello» significa «andrai, tornerai, non morirai in guerra»; se però si spostano le virgole, cioè si scrive «ibis, redibis non, morieris in bello», il significato si ribalta completamente (ma, a piacere, in fatto di virgole, anche la lingua italiana offre ghiotte occasioni di interpretazione. Un classico: «Qui si vendono mantelle per bambini di plastica»).

Perché, tornando alla convention finiana, ci si può chiedere, leggendo lo slogan con diverso accento: è la destra che non c’è, o è l’idea?

Fini, naturalmente, legge il titolo nella prima versione, ma altri lo potrebbero leggere diversamente. Che so, solo per fare qualche nome a caso, Giorgia Meloni, o Ignazio La Russa, o Guido Crosetto, insomma i «fratellini d’Italia, o cuginetti di campagna» contro cui Fini ha tuonato il 19 giugno, durante la trasmissione di Rai Tre Agorà, rei, secondo l’ex presidente della Camera, di usare strumentalmente il simbolo di Alleanza Nazionale per biechi scopi di maquillage, ovvero per nascondere la vera natura vetero-missina del movimento fondato dai tre. E se lo dice lui, che della materia se ne intende, ci si può anche credere.

Ma fino a un certo punto. Perché il sospetto che quel simbolo farebbe molta gola anche all’ex leader di AN è davvero forte. Specie in un momento in cui, per dire, la fiamma tricolore – seppure in versione blu-bianco-rosso- sta vivendo, in Francia, grazie a Marine Le Pen, una stagione di rinnovato slancio e successo (non a caso, Fini dice di voler dare vita a una nuova destra «non molto diversa da quella di movimenti europei pienamente legittimati dal consenso»).

Fini però smentisce: «E’ un problema tutt’altro che personale, è un’analisi politica» dice «Alleanza Nazionale è stata l’apertura della destra a un mondo moderato, mentre oggi chi usa quel nome è diventato l’ultima ridotta veteromissina».

A Fini non resta allora che consolarsi, e pensare che se è vero che i Fratelli d’Italia ripartono dalla fiamma, lui può sempre ripartire dalle ceneri. Quelle – come gli ha ricordato il capogruppo alla Camera Fabio Rampelli – della destra che l'ex leader di AN «ha guidato incontrastato per vent’anni, fino all’epilogo».

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