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3 Gennaio Gen 2015 1249 03 gennaio 2015

Benedetto il cambiamento

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E chi l’ha detto che nella politica italiana non cambia mai niente? C’è un signore che, negli ultimi 20 anni, ha cambiato più casacche politiche che, probabilmente, cravatte. E’ il dottor Benedetto Della Vedova da Sondrio, al cui confronto Scilipoti è nulla (ancorché, a differenza del «Fregoli» parlamentare valtellinese, assai più vituperato).

Forse fedele al motto maoista secondo cui «nulla resta uguale a se stesso, la contraddizione muove tutto», Della Vedova sì è abilmente destreggiato tra poltrone e incarichi, passando con assoluta nonchalance da Pannella a Fini, dalla Bonino a Monti.

Il suo impegno politico, come recita Wikipedia, inizia nel 1994 quando diventa Segretario nazionale e tesoriere del movimento dei Club Marco Pannella-Riformatori e, dal 1997 al 1999, è dirigente della Lista Pannella.

Alle squinternate elezioni del 26 ottobre 1997, indette dalla Lega Nord per la costituzione del Parlamento del Nord, si candida con la Lista Pannella antiproibizionista e referendaria, e viene eletto anche lì.

Si presenta poi a quelle europee del 1999 con la Lista Bonino e viene eletto (rimarrà al Parlamento europeo fino a fine mandato, 2004).

Nel 2005 viene quindi nominato dal terzo Governo Berlusconi come membro del Cnel, noto, utilissimo, ente pubblico.

Dopo la decisione dei Radicali di allearsi con i Socialisti Democratici Italiani (alleanza che portò alla creazione della Rosa nel Pugno), il nostro decide di lasciare i Radicali, ma rimane iscritto al Partito Radicale Transnazionale.

A quel punto, Della Vedova comprende però che il vero alveo delle istanze radicali e liberali non può essere che il centrodestra, e così decide di fondare, con altri ex radicali, e non solo, il movimento dei Riformatori Liberali, aderendo prima alla Casa delle Libertà (2006) - candidatosi come indipendente nelle liste del partito di Berlusconi nella circoscrizione Piemonte 1, Della Vedova risulta l'unico eletto dei Riformatori Liberali, aderendo al gruppo parlamentare di Forza Italia - e quindi al Popolo delle Libertà (2008), per cui viene rieletto alla Camera.

Dopo aver lanciato l'idea di una fondazione liberale interna al PdL nel marzo del 2009 fonda insieme ad Antonio Martino e altri l'associazione Libertiamo, di cui diviene, ovviamente, presidente.

Sempre nel corso del 2009, Della Vedova (giusto per non farsi mancare niente) si avvicina alle posizioni di Gianfranco Fini, e aderisce a Generazione Italia.

Dopo la creazione del nuovo gruppo parlamentare Futuro e Libertà, e quindi dopo la scissione dal partito Popolo della Libertà, è deputato del neogruppo finiano.

Il 4 agosto è eletto Vice capogruppo vicario del nuovo gruppo alla Camera dei Deputati, mentre il 13 febbraio 2011, dopo l'assemblea costituente di FLI, viene designato come Capogruppo alla Camera dei Deputati.

Folgorato sulla via di Mario Monti, alle elezioni politiche del 2013 è candidato al Senato nella circoscrizione Lombardia all'interno della lista Con Monti per l’Italia in quota FLI.

Viene eletto senatore e aderisce a Scelta Civica, di cui poi diventa portavoce politico fino alla primavera del 2014.

Il 28 febbraio 2014 è nominato sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale nel Governo Renzi, in quota a Scelta Civica.

Bene, tutto finito? Nemmeno per sogno: l’inquieto Della Vedova sente che è giunto il momento di cambiare ancora e il 3 gennaio 2015, a Repubblica, dichiara: «Scelta Civica è finita, noi dobbiamo entrare nel partito di Matteo (Renzi, n.d.r)» con un nuovo movimento riformatore. Il nome, e la compagine, per ora sono ancora in «mente Dei», ma siamo sicuri che Benedetto Della Vedova saprà sorprenderci (o prenderci per il xxxx, secondo i punti di vista) ancora una volta.

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