L'Italia capovolta

14 Novembre Nov 2012 1706 14 novembre 2012

Angelino si aggrappa alle primarie

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Angelino si gioca il tutto per tutto con le primarie. E ha tutto e tutti contro, nel suo stesso partito. Il suo ultimo anno non è stato brillante: nominato segretario, lo è stato ben poco. La presenza del Cav è stata come sempre invadente. Sembrava essere andato via, ma è ritornato: un giorno caimano tecnico, a supporto del Professore. Il giorno dopo anti-Merkel, anti-Euro, anti Monti, anti-Europa, anti-tutti. Nel frattempo, lo status del segretario è parso “non pervenuto”, fatte salve generiche dichiarazioni del tipo “la lealtà prima della carriera” e cose così, da Mulino Bianco delle libertà. La sua linea non si è palesata, offuscata o deviata dal Cav.

Nel frattempo il tempo passa e la confusione nel partito aumenta. Appare surreale sentir definire Alfano “ragazzo”. A dispetto del nome, Angelino non è un ragazzo, è un uomo di 43 anni e se non si sbriga, diventerà antico anche lui, passatosenza esserci stato. Ora affronta queste primarie, da segretario di partito nella sostanza, ma commissariato più volte da un Cav che fino a pochi giorni fa non accettava di essere rottamato. Ora chissà. Al momento, da dietro le quinte, è disfattista: tramite i suoi giornali apprendiamo che da alcuni sondaggi pare scarso l’interesse (e la possibile partecipazione) degli elettori alle primarie; dall’altra, non pare essere disponibile a sborsare quanto necessario a organizzare un’iniziativa così costosa, nei confronti della quale non ha mai mostrato grande entusiasmo.

Alfano si gioca il tutto per tutto indipendentemente dalla vittoria personale come candidato: è il successo dell’iniziativa “primarie” in sé che è cruciale. La partecipazione sarà il termometro per misurare l’interesse dell’elettorato al progetto di un pdl senza Berlusconi e sarà il vero giudizio nei suoi confronti, che delle primarie è il principale e più esposto sostenitore. Il risultato finale, dal punto di vista formale, è quasi secondario (e scontato): probabilmente sarà lui l’eletto, poiché tra gli altri possibili candidati non c’è alcun nome serio e sensato, ad eccezione di Crosetto che gode però di minore popolarità.

Dopo aver abbozzato come segretario, Angelino sa che il progetto primarie non può fallire. Superare questo scoglio, vorrà dire, però, passare alla fase 2, quella del restyling sostanziale del partito, affrontando subito la questione, ad esempio, dei condannati, in coerenza con l’intenzione, più volte ribadita, di un profondo rinnovamento della dirigenza, certificato penale alla mano.

Sarà interessante capire se la cosa riguarderà anche il padre del partito, che sarà anche nobile, ma non è incensurato.





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