L'Italia capovolta

8 Dicembre Dic 2012 1534 08 dicembre 2012

Un atto d’amore: ovvero, niente è improvvisato nella strategia del Cav

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Nella ri-ri-ri-ri discesa in campo del Cav ci sono tante cose insieme.

Forse in preda al masochismo o per lo sbigottimento, ho rivisto il video del 25 ottobre, quello con il quale dopo mesi d’incertezza, pronunciava la parola “fine” nella sua carriera, almeno per quella in prima linea.

I giovani devono giocare e fare gol…quello che mi aspetta è dare consigli. Con elezioni primarie aperte sapremo presto chi sarà il mio successore”... “Saranno gli italiani ad aprire democraticamente una strada nuova. Un’investitura dal basso”.Finalmentela conferma delle primarie volute fortemente da Alfano, il segretario solitario, senza partito, che sul progetto delle primarie stava cercando di costruirsi una credibilità, dopo un anno d’incertezze, prove, tentennamenti e con il fiato del Presidente – padrone, onnipresente, timoniere solitario del ghe pensi mi.

Adesso la credibilità di Alfano ne esce definitivamente distrutta. Lo abbiamo visto girare le trasmissioni televisive ad annunciare sorridente le primarie; parlare di linea dura contro condannati e indagati; diffondere on line suoi video per spiegare il progetto. Era uno scherzo.

E ancora. Il porcellum? Quella malefica legge, tra l’altro all’epoca voluta dal pdl, ora considerato il male assoluto, sarà probabilmente la legge con la quale si voterà. Eppure Alfano si era esposto, dichiarando la sua avversità ad una simile eventualità.  Ma al Cavaliere serve quella legge, e allora ecco spiegati giochi e giochetti in commissione (con la proposta di un inutile presidenzialismo) ed ora affossando la legislatura, per evitare possibili modifiche. Il Porcellum quindi torna attualissimo, ottimo e funzionale ad un progetto politico: servono le liste bloccate, servono a garantire al Cav ancora una volta (forse l’ultima) il totale controllo sui candidati e poi sugli eletti, così da poter fare un po’ di pulizia interna al suo partito e magari togliersi qualche sassolino dalla scarpa, e qualche ex colonnello di AN, anche.

Sia chiaro, anche i segretari degli altri partiti avranno lo stesso potere, ma il PD, il principale partito di centro-sinistra, con le primarie di questi giorni e con l’annuncio delle primarie per i candidati, ha quanto meno mostrato la volontà di non avvalersi dei meccanismi perversi di quella norma.

Si preannuncia una campagna elettorale all’attacco, con un Cav spregiudicato: se la sconfitta sembra quasi certa (ma il PD è capace di tutto), c’è la necessità di perdere bene, recuperando qualche voto, per poter essere ancora ago della bilancia. E allora ecco spiegata l’improvvisa accelerazione, il bisogno di scrollarsi di dosso il governo Monti, perché l’appoggio di questi mesi è un peso: è il governo delle tasse, dell’austerità, del rigore. E il cavaliere del “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani” ha bisogno di presentarsi in campagna elettorale il più lontano possibile da tutto ciò, per muoversipiù agilmente. Ecco il perché del cambio di passo. Le parole dei falchi del pdl sono chiare da mesi; adesso anche Berlusconi sta uscendo definitivamente allo scoperto.

Avanti con miracolose ricette anticrisi, misteriosamente non utilizzate quando era al governo. Il governo Monti che ad ottobre era tutto sommato promosso “ Sono stati commessi alcuni errori…ma la direzione riformatrice e liberale è stata sostanzialmente chiara”adesso è l’artefice di tutti i mali del Paese.

Ma è tutto studiato, ancora una volta: molto del lavoro sporco è stato fatto, le misure impopolari sono state prese da altri, e allora l’esecutivo si può buttare via. L’attacco è funzionale ad un riavvicinamento con la Lega, nonché a gettare in cattiva luce il PD che resterà con il cerino in mano dell’appoggio al governo delle tasse, del rigore, dell’austerity. Buoni argomenti da usare in campagna elettorale.

Prepariamoci al solito disco, l’attacco a Bersani, comunista, vecchio della politica, esponente del partito delle tasse. Tutte argomentazioni che, va detto, con Renzi candidato non avrebbero avuto spazio, perché di certo non vecchio e non comunista; e forse in quel caso la candidatura di Berlusconi non ci sarebbe stata, perché insostenibile.

I motivi di questa semicrisi di governo, si potrebbe trovare, a pensar male, anche nella volontà di bloccare la legge sull’incandidabilità dei condannati, sulla possibilità di nuove misure in tema di corruzione. Ma non ci pensiamo.

Insomma tutto fa  pensare che queste improvvise accelerazioni siano tutto tranne che casuali, ma anzi esecuzione di una precisa strategia, con la sicurezza di restare comunque al sicuro, pur scandendo con le sue uscite pubbliche tempi e modi della campagna elettorale: non è detto che alla fine non ci ripensi, alla luce di eventuali sondaggi particolarmente negativi, mandando però avanti ancora una volta Alfano e defilandosi al momento opportuno con la scusa del largo ai giovani.

Per amore dell’Italia si possono fare pazzie ma anche cose sagge.Diceva il 25 ottobre.Ora, presidente, se l’annuncio del passo indietro era una cosa saggia , e fatta in nome dell’amore, la scelta della ridiscesa in campo, cos’è?



Belrusconi: "Faccio un passo indietro" - il video

http://www.ilgiornale.it/video/interni/berlusconi-faccio-passo-indietro-849934.html





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