L'Italia capovolta

17 Febbraio Feb 2013 2340 17 febbraio 2013

Il Papa uomo

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Dalle ore 20 del 28 febbraio Benedetto XVI torna ad essere un semplice pellegrino. In volo in un cielo romano cristallino, Ratzinger raggiunge Castel Gandolfo, allontanandosi, anche fisicamente, dal ministero petrino.

Siamo nel 2013, quindi anche l’account twitter è importante: spariti tutti i messaggi, il nome è stato modificato in “Sede vacante”. È il segno dei tempi.

Nel frattempo, sarà anche il clima elettorale, ancora caldo nel paese, ma si discute del prossimo conclave, come fosse una tornata elettorale: al netto dello Spirito Santo, si fanno pronostici e previsioni sul prossimo pontefice: bianco o nero; italiano o sud americano; quale sarà il suo programma?

In secondo piano al momento, ma molto interessanti, anche le questioni giuridiche: se dal punto di vista religioso Ratzinger resta pontefice, probabilmente emerito, non lo sarà formalmente, tornando vescovo, per evitare pericolosi e imbarazzanti incidenti, anche linguistici (vedi Papa – anti Papa o Papa e altro Papa).

Dell’intera vicenda colpiscono comunque l’umanità e il coraggio dell’uomo.

Il successore di Pietro e rappresentante di Dio in terra, per i credenti; il capo assoluto dello Stato della Città del Vaticano, per i non credenti. Qualunque sia l’autorità che gli si riconosce, il suo gesto ha il medesimo senso: è la presa di coscienza di un essere umano che consapevole dei propri limiti fisici ed intellettuali, legati all’avanzare dell’età, decide di farsi da parte. È la scelta di lasciare spazio, perché piena è la consapevolezza di non poter continuare. Notevole anche il coraggio, di  un gesto solitario perché probabilmente preso nel privato dei propri pensieri e appunto coraggioso perché unico negli ultimi secoli. Ci vuole, appunto, coraggio a fare ciò che da secoli nessuno fa; ci vuole coraggio a produrre un cambiamento che incide in modo così forte sulla propria persona e sulla propria posizione. Cosa rara nel tempo in cui tutti o quasi gli uomini di potere, si considerano perlopiù invincibili (e inamovibili).

La storia ci darà in futuro un giudizio su questo pontefice, sulle sue opere parole azioni ed omissioni. Al netto di ciò, resta un gesto forte, di grande coraggio e umanità.

Qualcuno ha prospettato la possibilità che ci sia altro sotto, che ci possano essere altri motivi, per adesso non chiari.

Al momento sotto pare esserci la dignità ed umiltà di un essere umano,  che, presa coscienza dei limiti del suo corpo, ne rispetta l’umanità.



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