L'Italia capovolta

29 Aprile Apr 2013 1012 29 aprile 2013

I politici della domenica

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Nella giornata di ieri molti hanno perso l’occasione per tacere. I politici della domenica, quelli che più o meno in mala fede, hanno approfittato della tragica vicenda della sparatoria davanti Palazzo Chigi, per fare un po’ di propaganda sulla pelle dei Carabinieri. E’ la solita storia della ricerca dei cattivi maestri, dei mandanti morali, di chi ha generato il clima d’odio.

Sallusti, Gasparri, Alemanno si sono scatenati nei loro commenti, facendo intendere in modo più o meno esplicito che indirettamente la colpa sarebbe del M5s che avanza energiche critiche alla casta e di come questo avrebbe ispirato l’attentatore. A parte la semplicistica riflessione che i criminali e i cretini, s’ispirano bene già da soli, resta la sorpresa per tali stupidi sillogismi.

Grillo e i suoi possono essere più o meno simpatici; in più occasioni possono essere stati eccessivi con commenti e proclami. Ma individuarli come indiretti responsabili è francamente da irresponsabili.

Le manifestazioni e iniziative ufficiali del Movimento sono sempre state ordinate e mai violente. Cosa c’entrano le raccolte firme, gli striscioni, gli slogan, con le pistolettate? Berlusconi e i suoi, da 20 anni e a giorni alterni, parlano di golpe, magistratura deviata, stampa di sinistra, ecc. Alimentano un  clima d’odio d’ispirazione per i violenti? Più o meno di altri?

Nelle ore immediatamente dopo la rielezione di Napolitano i deputati del M5s sono stati capaci di placare una pizza parecchio calda, permettendosi un lusso sconosciuto agli altri deputati: avvicinare le persone in piazza e senza una scorta. Addirittura! E’ una delle conseguenze positive della parlamentarizzazione del Movimento, che responsabilizza chi adesso siede in quel Palazzo.

Il paradosso è che non bisogna disturbare il manovratore, chi detiene il potere, altrimenti chissà. Un approccio prudenziale e quieto al dissenso e alla contestazione, per evitare di essere d’ispirazione per i violenti. Eppure sembrano cose su due piani diversi, perché diversa è la critica, lubrificante irrinunciabile per il corretto funzionamento del meccanismo democratico.

Certo che importante è anche il modo in cui questa critica viene espressa, non c’è dubbio. Piuttosto su questo punto si può rimproverare qualcosa ad alcuni esponenti del Movimento.

Quindi, secondo questa logica, qualora fosse attentata la vita di un magistrato, dovremmo individuare nei titoli di  Libero e Il Giornale, l’ispirazione? Nel CAV e tra i suoi, che da 20 anni ci dicono che la magistratura è un cancro, i cattivi maestri? Perché se il metodo è questo, il sillogismo è presto fatto.

Esiste la manifestazione, la contestazione anche energica. Ma sono cose ben diverse dall’armarsi una domenica per attentare alla vita di qualcuno.

Cerchiamo di essere seri.



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