L'Italia capovolta

1 Luglio Lug 2013 2305 01 luglio 2013

Salvare Sagunto al tempo dei congressi PD e della Santanchè

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Mentre a Roma si decide cosa fare, Sagunto è espugnata dai nemici. È sempre stato così e lo è ancora una volta. Sono stati diffusi nuovi dati relativi alla disoccupazione e il dato è crudele: nuovo massimo storico, con il tasso salito al 12,2%. L’Istat riferisce che si tratta di un vero record, più alto sia dalle serie mensili (gennaio 2004) che da quelle trimestrali, avviate nel primo trimestre 1977, cioè 36 anni fa. E’ una cosa gigante, come fosse una guerra con il numero delle vittime in aumento, mese dopo mese: oltre 50 mila in più questo mese rispetto al mese passato. E’ come se, negli ultimi 30 giorni, si fosse popolata di disoccupati, una città prima vuota, grande come Scandicci.

Ora è evidente che in tutto questo ancora più ridicolo (se non fosse drammatico) appare ciò che succede nel Partito Democratico, sempre più focalizzato sul congresso (a proposito, si fa? Ma quando?) e sulle manovre interne. Questo partito ogni anno fa un congresso o delle primarie per scegliere un segretario, un candidato o quello che è. Sempre con l’accordo di tutti, sempre con larghi consensi, maggioranzeda volemose bene. Ed è lì che c’è da aver paura, perché la velocità di un segretaricidio è direttamente proporzionale al consenso ottenuto: il déjà-vu è assistere ogni volta al leader impallinato, se gli va bene. Se va male, è lentamente logorato, settimana dopo settimana fino al colpo di grazia.

Così con Prodi: l’anti Cav. che fu logorato dalla sua coalizione e indebolito dalla leadership di Veltroni. Lo stesso Walter, vincente alle primarie (senza avversari), che condusse il PD al miglior risultato elettorale di sempre, fu lentamente logorato. Idem Bersani: aridaje le primarie e il trionfo, e stato fatto fuori dal pressapochismo dei suoi e da una pessima gestione delle ultime settimane di campagna elettorale.

Dall’alta parte, recuperate a Pompei le audio cassette con l’inno di Forza Italia: nell’epoca del vintage, anche il partito d’annata fa figo. Tanto per non fare gli ipocriti sulla storia del partito-personale, il Cav. riprende la guida palese della sua creatura, senza simil segretari, senza Angelini vari, segretari del nulla. Fuori i destrorsi, restano i berlusconiani doc, quelli che senza il cavaliere se lo scordano un seggio; quelli che senza il Cav. sarebbero disoccupati della politica. E nella nuova (vecchia) era, del partito scongelato, del vintage di ritorno, ecco la candidatura di Daniela Santanchè alla vice presidenza della Camera. Si lei, proprio lei, che con le unghie e coni denti difende il Presidente. Lei, proprio lei quella de “la Boccassini è una metastasi della democrazia”; o del “Maometto aveva nove mogli, l'ultima era una bambina di nove anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo”.

Ecco, i due principali (colpa nostra) partiti italiani si occupano di queste storie, un po’ soap opera, un po’ d’apparato, un po’ romane, nel senso delle stanze, nel senso del Palazzo. Tutto questo mentre c’è una guerra in corso.

Per una volta, sarebbe bello salvare Sagunto.



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