L'occhio del daruma

6 Agosto Ago 2012 1056 06 agosto 2012

La bambina delle gru e le storie dimenticate di Hiroshima e Nagasaki

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Tutti, ormai, conoscono Sasaki Sadako (1943-1955), probabilmente la vittima più celebre della bomba atomica che sventrò Hiroshima il 6 agosto 1945, seguita tre giorni dopo da un altro ordigno sganciato su Nagasaki.

Sebbene fosse stata colpita da una grave forma di leucemia legata alle radiazioni ricevute sin dall'infanzia, la bambina non si arrese mai: tentò con tutte le sue forze di contrastare la malattia e si impegnò a realizzare con la tecnica dell'origami mille gru di carta, che - secondo una leggenda popolare - le avrebbero permesso di esprimere un desiderio. Purtroppo Sadako non riuscì a sopravvivere, ma divenne ben presto un simbolo di speranza, tenacia e pace.

Accanto alla sua storia, ce ne sono però centinaia di migliaia sconosciute,

dimenticate, taciute. Sono quelle dei feriti, dei segnati, dei morti, dei dispersi, dei parenti e degli amici delle vittime, di cui la Storia non ha lasciato testimonianza, ma solo poche, umanissime tracce, alcune delle quali ancora oggi osservabili al Peace Memorial Museum di Hiroshima: l'orologio fermo per sempre all'ora dell'esplosione, un triciclo divorato dalla ruggine, l'ombra nera e impalpabile di quello che rimane di un corpo impressa su un gradino.

Ricordiamole oggi, anche solo con un libro, un film, un'immagine.



Foto tratte da qui e qui.

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