L'occhio del daruma

6 Settembre Set 2012 1658 06 settembre 2012

L'uomo che sogna il sushi perfetto: note sul documentario "Jiro, dreams of sushi"

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La stazione di Ginza, a Tokyo, sembrerebbe dalla strada uguale a mille altre. Stesse piastrelle anonime, stessi colori tenui.  Ma, appena scese le scale e accomodati al bancone di quel piccolo ristorante tradizionale, proprio lì all'angolo, non possiamo fare a meno di rimanere colpiti e incantati dall'abilità del cuoco.

Un viso segnato dalle rughe, due grandi borse sotto gli occhi, l'aria schiva. In metropolitana lo si scambierebbe facilmente per un pensionato ozioso, un personaggio d'altri tempi, un nonno premuroso. In realtà, è il più grande chef di sushi al mondo. Eppure non gli basta.

A lui, l'ultraottantenne Jiro Ono, il regista David Gelb ha dedicato un bel documentario, Jiro Dreams of sushi (Magnolia, 2011, 81 minuti), prendendo in prestito la voce stessa del protagonista e di coloro che meglio lo conoscono (i due figli, anch'essi sushimen; un critico gastronomico; gli assistenti  in cucina; gli amici di sempre) per raccontare la sua vita e le sue ambizioni. Una

vita fatta di difficoltà, assenze, fatica e, soprattutto, amore incondizionato per il suo lavoro.

Se ogni pezzo di sushi che esce dalle mani di Jiro ha l'aspetto di un piccolo capolavoro, lo si deve proprio a una passione che dura oramai da quasi settant'anni, capace di trasformare un ragazzo difficile in un professionista stimato in tutto il Giappone, che tenta tuttora  con umiltà e pazienza di affinare le sue tecniche, pur avendo raggiunto le vette massime dell'arte culinaria e le tre ambitissime stelle Michelin.

Jiro insieme al figlio Yoshikazu, suo successore



E, come lui, c'è qualcuno che pare quasi non badare alla ricchezza e alle luci della ribalta. E' il suo primogenito Yoshikazu, il successore prescelto,  costretto - per scelta o necessità - a vivere all'ombra della severa figura paterna. Amante della velocità e delle auto, dopo aver rinunciato a malincuore a una carriera da pilota, trascorre le sue giornate fra il mercato del pesce di Tsukiji (Tokyo) e la cucina. Vive, in fondo, nell'attesa - temuta e, forse, desiderata - del giorno in cui, finalmente, potrà essere se stesso: un uomo semplice, dal sorriso timido e schietto, che non sa o non vuole sognare più i sogni di suo padre.

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Qui il lancio promozionale su Youtibe: Trailer di Jiro, dreams of sushi

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