L'occhio del daruma

27 Novembre Nov 2013 1853 27 novembre 2013

Ichiro Tsuruta e le muse senza tempo

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Donne, donne e ancora donne: Ichiro Tsuruta sembra non saper ritrarre altro.

Seppur definita con pochi, sintetici tratti, e non di rado scolpita da campi omogenei di colore, ciascuna delle muse - come l'artista giapponese ama definire i suoi soggetti - è in grado di rivelare con energia il proprio carattere e, si direbbe, persino i proprio pensieri. La timidezza colma di pudore della sposa, la sensualità della ragazza in rosso, la pensosità del volto senza età che emerge dal buio: ognuna ha la sua personalità, che sprigiona da tutti gli attenti particolari.

L'illustratore, però, non è animato da un semplice intento mimetico: la sua mano pare mossa

quasi da devozione, come lui stesso confessa:

"Desidero poter disegnare la mia Musa personale, e sperare sia lei la grande forza che mi guida in [questo] labirinto nebbioso. Anche se i disegni sono i prodotti dei miei fragili sentimenti o dei miei ardenti desideri, sento che - attraverso le benedizioni della Musa - questi disegni divengono pure e sublimi immagini dell'Eterna Verità della Donna. Sento che l'atto del disegnare è un atto di preghiera."

Protette dall'ampia falda di un cappello o avvolte in un kimono, le sue donne dalle linee pure e dai profili taglienti eppure dolcissimi sprigionano un fascino d'antan, quasi fossero dee riemerse da una memoria oramai smarrita. E noi non possiamo far altro che perderci tra fascinazione e oblio.

Copyright immagini: Ichiro Tsuruta

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