L'Opinabile

21 Maggio Mag 2013 2014 21 maggio 2013

Nient'altro che compatimento per Dominique Venner

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Parla di rispetto, Marine Le Pen. Rispetto nei confronti di Dominique Venner, l'attivista anti-gay che oggi si è sparato all'interno della cattedrale di Notre Dame, nel centro di Parigi. Rispetto nei confronti di quello che la leader di destra chiama "un gesto eminentemente politico, il cui scopo era quello di risvegliare il popolo francese".


Ma si può provare rispetto per un gesto tanto denso di odio? Già, odio. Perchè quello compiuto oggi da Dominique Venner non è un gesto politico. In un Paese democratico come la Francia, anche se non la Francia che probabilmente sogna Marine Le Pen, "politico" è un aggettivo che si accompagna al dialogo e al confronto. E togliersi la vita è tutt'altro, è sottrarsi al confronto. E in nome di cosa, in questa circostanza?


Dominique Venner non ha sacrificato la sua vita in nome di un ideale politico. Dominique Venner ha sacrificato la sua vita sull'altare dell'odio, quell'odio che provava nei confronti dei suoi concittadini omosessuali, e per questo motivo, al massimo, si può provare per lui un profondo e sincero compatimento.


Twitter @FraZaffarano

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