L'Opinabile

27 Maggio Mag 2013 0908 27 maggio 2013

Referendum a Bologna. Pochi ma "buoni"

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Questa mattina si legge del risultato del referendum bolognese sul finanziamento pubblico alle scuole materne paritarie, con cui i cittadini hanno manifestato la volontà di sospendere l'esborso di denaro pubblico a favore degli istituti privati.


Ha votato a favore dell'abolizione il 60% dei votanti. Ma ciò di cui si parla in queste ore non è tanto il risultato, quanto la bassissima affluenza alle urne. La più bassa nella storia della città. E qualcuno degli sconfitti già apre alla polemica nei confronti della consultazione referendaria, ritenuta di poco interesse per la cittadinanza (solo il 28,7% degli aventi diritto si sono recati alle urne).

Sono quasi sicuro che se il 60% di quel 28,7% avesse votato a favore del finanziamento pubblico, gli attuali detrattori avrebbero le bocche cucite e, anzi, starebbero festeggiando, come è giusto che sia. E, se non possono festeggiare, è anche giusto che, in qualche modo, continuino a difendere la propria posizione. Ma per combattere la propria battaglia non si privi di significato il risultato di ieri.

Le consultazioni referendarie comunali sono consultive e per questo motivo non è previsto il raggiungimento del quorum. Per questo motivo, l'astensione non può essere considerata come una manifestazione di dissenso. Non esiste, in un referendum consultivo, l'idea di astenersi per evitare che il referendum "passi". Di conseguenza, affermare, come ha fatto l'onorevole Edoardo Patriarca (Pd), che la bassa affluenza dimostra che "i bolognesi hanno capito che la sussidiarietà è la chiave di volta laddove lo Stato non riesce ad arrivare" è solo un modo non molto corretto di tirare acqua al proprio mulino.

Il fatto che pochi bolognesi si siano recati a votare non dimostra che hanno capito quanto le paritarie siano indispensabili. Dimostra semplicemente che c'è una disaffezione generale nei confronti delle questioni che riguardano il bene comune e l'amministrazione della cosa pubblica. Tuttavia rimane il fatto che una parte di cittadini, alcuni favorevoli al finanziamento e alcuni contrari, ha deciso che ieri era opportuno manifestare la propria posizione. Solo all'interno di quel numero di cittadini, seppur ristretto, si devono fare i conti.

Twitter @FraZaffarano

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