L'Opinabile

31 Maggio Mag 2013 0059 31 maggio 2013

Su iTunes l'app omofoba che "cura" i gay

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Si chiama Setting Captives Free (ovvero "rendere liberi gli schiavi"), il portale online da poco sbarcato su iTunes Store e Google Play con un'app a dir poco particolare: una collezione di corsi per «instaurare una nuova relazione con il Signore» e liberarsi da peccati e deviazioni.

Il produttore dell'applicazione, un'associazione cristiana con sede nella cittadina di Medina, nell'Ohio, promette di liberare gli utenti/seguaci dalla dipendenza da psicofarmaci, dal gioco d'azzardo, dall'alcolismo e, anche, dall'omosessualità. Il corso, intitolato Door of Hope (lett. la porta della speranza), è strutturato in un percorso di 60 giorni e si pone come obiettivo «la liberazione dalla schiavitù dell'omosessualità attraverso il potere di Gesù Cristo e della Croce».


Ciò che preoccupa, ovviamente, non è tanto lo sfondo misticheggiante di questa "masterclass della purezza", quanto il fatto che a far da base a tale assurdità sia, ancora una volta, la convinzione che l'omosessualità sia una malattia. Convinzione sottolineata anche dalle testimonianze pubblicate in calce alla descrizione del corso, sul sito di Setting Captives Free. Come nelle parole di Dean, che parla (evviva la fantasia!) di un'infanzia condizionata da una madre apprensiva che non lo faceva giocare con gli altri maschietti della sua età e caratterizzata dall'assenza di un padre sempre fuori casa per lavoro. E così via, di banalità in banalità, a rafforzare stereotipi e convinzioni che rasentanola superstizione.


Il tutto, ovviamente, senza curarsi minimamente del fatto che sono passati ormai ben ventitrè anni (era il 17 maggio del 1990) da quando l'Organizzazione mondiale della sanità ha deciso di escludere l'omosessualità dall'elenco dei disturbi mentali. Ma si sa che i pregiudizi non conoscono ragione perché sono la negazione della razionalità stessa. Il problema, però, si pone dal momento che quello che potrebbe essere semplicemente un caso isolato di crassa ignoranza e ottusità ha trovato, invece, ospitalità su spazi mainstream, rendendo quei contenuti potenzialmente a larghissima diffusione. Per impedire una deriva del genere, All Out, community che promuove petizioni online in difesa dei diritti civili e dell'uguaglianza tra individui con diversi orientamenti sessuali, ha lanciato una raccolta firme per spingere Apple e Google a rimuovere l'applicazione incriminata dai rispettivi shop online.


Il problema, infatti, non riguarda tanto le ingiurie nei confronti di gay e lesbiche, quanto la portata fortemente disinformativa che caratterizza l'applicazione. Una disinformazione che ancora oggi, nonostante gli indubitabili passi avanti sul fronte dei diritti civili, miete vittime in tutte le parti del mondo. Non è passato molto tempo, infatti, dalla morte di Raymond Buys, il ragazzino di 15 anni che aveva subito gravi maltrattamenti in un campo di addestramento, vicino a Johannesburg, per diventare "veri uomini". E deve essere nell'interesse di tutti che fatti del genere non si ripetano ancora.


(N.B. mentre scrivo vengo a conoscenza del fatto che l'applicazione Setting Captives Free è stata momentaneamente rimossa dall'iTunes Store. L'applicazione è però ancora presente su Google Play)


Twitter @FraZaffarano

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