L'Opinabile

28 Agosto Ago 2013 1100 28 agosto 2013

I transfughi a 5 Stelle e quel costituzionalista di Scilipoti

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«Fuori il Pdl, il governo non ha più i numeri» profetizza Calderoli sul palco della Berghem Fest, aggiungendo che «non ci sono neppure i numeri per governi alternativi. Neppure con la compravendita in corso di parlamentari». Ed è così che, puntualmente, alla sola ipotesi di una crisi di Governo rispunta lo spettro della compravendita dei parlamentari.

Non che non sia lecito il sospetto. Non è passato poi tanto tempo, infatti, da quando Sergio De Gregorio, stando alle sue stesse confessioni, avrebbe ricevuto 3 milioni di euro per sabotare il Governo Prodi. E mentre l'ex senatore chiede il patteggiamento nel processo che lo vede imputato per concussione, a lanciare l'allarme transfughi è il Movimento 5 Stelle.

Si è, infatti, riaperta la ciclica querelle tra le due ali del Movimento di Beppe Grillo: oltranzisti da una parte, moderati e dialoganti dall'altra. O «aperturisti», come li ha definiti la senatrice grillina Paola Taverna, che con un poesia in romano pubblicata sul sito di Grillo ha invitato i colleghi disposti a sostenere un Letta-bis a lasciare i Cinque Stelle. E già trema la terra sotto i piedi della senatrice Alessandra Bencini, che in un'intervista ha dichiarato apertamente: «Se il governo non reggesse, vorrei valutare la situazione. (...) Non credo sia un buon momento per tornare alle urne».
Parole che arrivano in risposta alla polemica aperta da un post del responsabile della comunicazione grillina al Senato, Claudio Messora, che sul suo sito ByoBlu sentenzia: «‘Intelligenza politica’ per un eletto a 5 Stelle è una locuzione senza senso» sottolineando che «se un eletto prende i punti del programma e li cambia (…) allora non ha capito niente: sta solo facendo vecchia politica. Sta tradendo il mandato elettorale».

Tuttavia, posto che un gruppo parlamentare ha la libertà di espellere un suo membro se lo ritiene opportuno, il «mandato elettorale» di cui parla Messora è tutt'altro che vincolante. Anzi, la Costituzione esprime chiaramente all'articolo 67 che ogni parlamentare «esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Insomma, il principio a cui si appella il comunicatore pentastellato, oltre ad essere discutibile è pure illiberale e incostituzionale.

Ne sa qualcosa l'ex Idv e attuale senatore Pdl Domenico Scilipoti che, annunciando un suo possibile cambio di casacca nell'eventualità di una crisi di Governo, ha rievocato l'indipendenza parlamentare sancita proprio dall'articolo 67. Cosa non produce la crisi della politica: davanti alla scarsa dimestichezza dei grillini con il diritto parlamentare, il «re dei Peones» Scilipoti dismette i panni del transfugo per indossare quelli del costituzionalista.

@FraZaffarano

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