L'Opinabile

30 Agosto Ago 2013 1030 30 agosto 2013

Oggi parla Renzi. La (non) scelta spariglia le carte

  • ...

Ormai manca poco: oggi pomeriggio, alle 18, Matteo Renzi tornerà a parlare. Dopo settimane di «silenzio stampa» il sindaco di Firenze ha scelto il palco della Festa Democratica di Borgo Sisa, vicino a Forlì. Un ritorno che sembra non voler lasciare nulla al caso, a partire dalla tempistica. Renzi, infatti, parlerà esattamente in contemporanea con il premier Enrico Letta che, sempre alle 18, inaugurerà a Genova la Festa del Pd nazionale.

Posto il dove e il quando, c'è però da capire cosa dirà il sindaco fiorentino. In molti, infatti, si aspettano che Renzi sciolga la riserva sul suo futuro politico chiarendo cosa intenda fare di qui ai prossimi mesi. Matteo, d'altronde, si sta giocando molto. Con la messa in sicurezza del Governo, garantita dall'abolizione dell'IMU, l'orizzonte delle prossime elezioni si è spostata indefinitamente. Ed è per questo che Renzi deve fare una scelta: lanciare la sua candidatura in vista delle prossime politiche, mettersi in gioco per conquistare la segreteria del partito, restare a Firenze per un secondo mandato o «andare a farsi le ossa a Strasburgo» candidandosi alle europee del prossimo maggio?

Puntare alla premiership senza una vicina scadenza elettorale rischia di esporre il sindaco troppo a lungo, dando il tempo ai suoi avversari (nel centrodestra ma anche nel centrosinistra) di organizzare una candidatura alternativa. Inoltre, parlare di elezioni anticipate il giorno dopo la ritrovata concordia all'interno del Governo potrebbe attirare critiche da più parti: ci si candida per guidare l'esecutivo ma intanto si gioca allo sfascio? Decisamente un pessima strategia se si vuole puntare anche al voto moderato, come Renzi ha sempre detto si voler fare.
Altra storia, invece, per la candidatura alle europee del 2014. Un'ipotesi che si è accreditata nelle ultime ore ma che, per quanto possibile, non tiene conto di un problema non trascurabile. Andando a Strasburgo, il sindaco si brucerebbe una possibile candidatura nel caso di elezioni, anticipate o no, per i prossimi cinque anni (sempre che non lasci il Parlamento europeo prima della fine del mandato o che si candidi solamente come capolista per poi rinunciare al seggio).

Apparentemente, quindi, rimangono in campo due alternative: mirare alla segreteria o restare a Firenze per il secondo mandato. A meno che Renzi, nel corso del suo tour per le Feste Democratiche (domenica sarà a Genova e lunedì a Bologna) non decida di rimandare la sua scelta. O meglio, di non scegliere affatto. Un indizio in questo senso viene proprio dal primo cittadino e dal suo rientro dal viaggio in California. Rientrato a Palazzo Vecchio, infatti, Renzi ha deciso di imporre una accelerata alla realizzazione di alcuni interventi cardine del suo programma. Una mossa che può essere letta in diversi modi.

L'obiettivo di questo fermento potrebbe infatti essere rivolto ad assicurarsi la rielezione alle amministrative del 2014. Alla faccia del suo competitor di coalizione, l'ex assessore Claudio Fantoni, che aveva abbandonato la Giunta accusando il sindaco di aver usato la città come «strumento utile al perseguimento di ambizioni personali».

Ma puntare sul suo ruolo di sindaco può avere anche altre finalità. Può servire a rafforzare i rapporti con gli altri amministratori locali del Pd. Come Virginio Merola, Enzo Bianco e Michele Emiliano, sindaci di Bologna, Catania e Bari, che potrebbero aiutare il collega fiorentino ad avere un solido consenso al Congresso nazionale. E ai quali sembra stia per aggiungersi anche Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell'Anci. Un altro nome che potrebbe portare Renzi alla guida del partito, strappando consensi al candidato dalemiano Gianni Cuperlo, e avviare il processo di rinnovo che ha in mente.
Il fattore tempo, insomma, può essere la carta vincente di Renzi consentendogli di decidere dopo l'esito del Congresso. Se ne uscisse da vincitore, a quel punto si riaprirebbe la partita per Palazzo Chigi. Ma con il partito dalla propria parte.

Correlati