L'Opinabile

6 Settembre Set 2013 1652 06 settembre 2013

Gioco d'azzardo. Il Governo scommetta sul dialogo

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La fine che farà la mozione della Lega contro il gioco d'azzardo, approvata ieri in Senato, è già segnata: un nulla di fatto. Come ha già chiarito il ministro Saccomanni, il Governo proseguirà sulla sua strada perché quanto votato in Parlamento è «inapplicabile».

E non potrebbe essere altrimenti. Non solo la moratoria di un anno non ha valore giuridico ma è solo un indirizzo politico per il Governo. La mozione della Lega, infatti, arriva pure tardi. Assecondarla significherebbe revocare i permessi già accordati a circa duecento concessionarie. Il tutto per la modica cifra di 6 miliardi di euro. Per non parlare degli strascichi che potrebbe portarsi dietro una ritirata dell'esecutivo: un ricorso sarebbe quanto meno prevedibile.

Ma la questione è più complessa. Si possono capire le critiche di chi non vuole che lo Stato conviva con attività poco edificanti e spesso dannose. Ed è in questo senso che vanno i movimenti slot free. Ma non si può non riconoscere che con la legalizzazione si è posto un presidio contro il mercato nero.
Secondo la Direzione Nazionale Antimafia, se nel 2007 le slot non registrate erano 700mila, oggi il circuito illegale ne conta "solo" 200mila. Un numero che però aumenterebbe inevitabilmente se venisse meno il controllo statale. È per questo che c'è da sperare che l'Idv fallisca nel tentativo di raccogliere firme per vietare in toto il gioco d'azzardo. Il proibizionismo, infatti, è la perfetta incubatrice dell'illegalità.

Tuttavia, piuttosto che archiviare il voto di ieri come un incidente di percorso, il Governo potrebbe cogliere l'occasione per avviare una seria riflessione. I meriti della legalizzazione, infatti, non possono nascondere i dati relativi alle ludopatie: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità un milione di italiani è affetto dal disturbo patologico, mentre un milione e 800mila sono a rischio. E non si può guardare da un'altra parte, fosse anche solo per un calcolo economico: ogni giocatore affetto da ludopatia costa allo Stato 38mila euro all'anno. Degli 8,1 miliardi che lo Stato incassa con il gioco d'azzardo 7 se ne vanno per combattere le ludopatie.

Una primo passo dell'esecutivo verso una soluzione condivisa potrebbe essere rappresentato dal confronto con la Lombardia, che sta lavorando a un disegno di legge regionale. L'obiettivo è la messa in sicurezza delle fasce più deboli della popolazione: vincoli circa i luoghi in cui installare le slot (lontano da scuole, centri di aggregazione giovanile, istituti sanitari, ecc) ma anche programmi di prevenzione e campagne d'informazione.

Con la partecipazione del Governo la Lombardia, regione in cui si registra la più alta spesa per il gioco d'azzardo, potrebbe così diventare un laboratorio per dettare la futura agenda di interventi governativi contro le ludopatie. Un buon modo per passare dai proclami ai fatti.

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