L'Opinabile

31 Dicembre Dic 2013 1737 31 dicembre 2013

L'aiuola della discordia

  • ...

Progettare aiuole, nell’immaginario collettivo, non corrisponde certo alle grandi battaglie che una giunta comunale può trovarsi a combattere nel corso del proprio mandato. Ma nel nostro litigioso Paese, una manciata di erba e alberelli può tranquillamente assurgere agli onori della cronaca e della critica. È il caso di Milano, dove attorno al progetto di rinnovamento delle aiuole di piazza del Duomo sembrano essersi concentrate le sorti dell’intera città.

Aiuole no o aiuole sì? Gli alberi sono un abbellimento o un insulto all’architettura della cattedrale? Tutte domande già poste ai tempi della giunta Moratti, quando nel 2010 aveva fatto discutere la proposta di Claudio Abbado e Renzo Piano di rinverdire il centro storico proprio a partire dalla piazza del Duomo. Idea affossata dall’allora sindaco e ora rispolverata in versione decisamente ridotta dalla nuova amministrazione.

«È un progetto cretino. Le piazze italiane sono lapidee da sempre», dice il critico d’arte Philippe Daverio. «È il simbolo di una giunta più attenta all’effimero che ai bisogni della città», tuona Fabrizio De Pasquale, consigliere comunale di Forza Italia. «Si stravolge la funzione storica di piazza del Duomo», è il parere del vicepresidente del consiglio provinciale, Roberto Caputo. Ma soprattutto, è l’argomentazione più diffusa, ai cittadini le “aiuole di Pisapia” proprio non piacciono.

Tutti pareri legittimi, per carità. Peccato, però, che i “detrattori dell’aiuola” non considerino alcuni particolari. A cominciare da chi parla di funzione storica della piazza senza considerare che non solo, come ha ricordato qualcuno, quello stesso spazio era stato adibito ad orto durante la seconda guerra mondiale, ma in anni più recenti ha ospitato proposte decisamente più azzardate. Ad esempio la fontana di dubbio gusto che con i suoi getti riproduceva l’architettura della cattedrale.

Ma questo è il meno, dal momento che il bando per il rinnovo delle aiuole era stato presentato in estate dall’assessore all’arredo urbano Chiara Bisconti in vista dell’imminente scadenza del contratto di gestione degli stessi spazi (che termina con la fine del 2013, cioè oggi). Insomma, con buona pace del consigliere De Pasquale, trattasi di normale amministrazione. E di uno spazio che, per di più, esisteva già; ma le piazze italiane non erano tutte «lapidee da sempre»?

Detto ciò i boschetti attorno ai lampioni e l’orto con le graminacee lombarde possono anche non piacere. Le critiche sono legittime. Ma quanti si fanno megafono del disgusto popolare, almeno, dovrebbero ricordare e ricordarsi che il progetto presentato dall’assessore Bisconti non è piovuto dal cielo. Sono stati proprio i cittadini a proporlo attraverso un concorso aperto a tutti i milanesi nell’ambito del progetto “Adotta il verde pubblico”. Le critiche su Facebook, insomma, lasciano un po’ il tempo che trovano.

Correlati