L'Opinabile

11 Febbraio Feb 2014 1218 11 febbraio 2014

#GliscoopdiAlan, o cosa si sono bevuti al Corriere della Sera

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Dopo il clamore di ieri per lo 'scoop' di Alan Friedman, che ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica quello che chiunque aveva potuto leggere nell'estate del 2011 circa i colloqui informali del Presidente Napolitano con Mario Monti, oggi il Corriere della Sera torna sui suoi passi. Lo fa con un editoriale firmato da Massimo Franco che ribadisce l'ovvio per chi se lo fosse perso: «l'idea che di fronte a una situazione in bilico un capo dello Stato sondi la possibilità di governi alternativi non deve scandalizzare, ma paradossalmente rassicurare». Insomma, non c'è lo scoop, dal momento che quello di cui parla Friedman era già passato sulle pagine dei giornali di tre anni fa e persino nel libro di Bruno Vespa Il Palazzo e la piazza del 2012, e non c'è neppure il golpe o, per spararla grossa come il Financial Times, l'italian job.

Uno si può sbagliare, per carità, ma leggendo l'editoriale di oggi del Corriere viene spontaneo domandarsi cosa si siano bevuti l'altro giorno in via Solferino. Se, infatti, l'opinione della redazione del Corriere è quella rappresentata oggi in prima pagina da Massimo Franco, perchè non è stata espressa chiaramente ieri, magari con un commento a seguito del pezzo di Friedman? E ancora, se quello di Friedman era davvero lo scoop del secolo, tanto da dovergli dedicare ben due pagine, come mai lo stesso Corriere lo ha relegato a pagina 9?

«A pensar male si fa peccato» ma il sospetto che ieri si sia voluto solo montare la panna di una notizia inesistente, per ragioni che poco hanno a che fare con il giornalismo, è quantomeno legittimo. Perché, del resto, il più importante quotidiano di questo Paese, che per altro ha appoggiato l'investitura di Mario Monti ed è da sempre uno sponsor del Quirinale, avrebbe mai dovuto giocarsi la propria credibilità in questo modo?

La risposta è nota quasi quanto lo scoop di Alan Friedman e da domani la troverete stampata sulla copertina di tutte le copie di Ammazziamo il Gattopardo, edito dallo stesso gruppo editoriale che possiede il Corriere della Sera.

E con questa sale a due la quota delle non-notizie che vi è capitato di leggere nelle ultime 48 ore.

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