L'Opinabile

13 Febbraio Feb 2014 1220 13 febbraio 2014

Se i suicidi crescono solo sui giornali

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C’è un articolo interessante, pubblicato ieri su Wired.it da Simone Cosimi, che smonta la tesi secondo la quale il tasso di suicidi sarebbe in aumento tra i più giovani a causa del cyberbullismo. Guardando i dati Istat del 2012 (che trovate qui), ovvero i più aggiornati tra quelli disponibili, appare evidente che il tasso dei suicidi in Italia non è cresciuto e, per di più, tra i Paesi Ocse rimane tra i più bassi. Quest’ultimo dato è confermato anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (come si può vedere qui).

Non solo: la fascia d’età che arriva fino ai 24 anni è quella che in assoluto registra un tasso di suicidi inferiore e, soprattutto, in continua discesa. Guardando i valori assoluti, dai 324 suicidi del ’93 si è passati ai 150 del 2009 (in percentuale si è passati da un 3,9% a un 2,1% ogni 100mila abitanti).

Eppure i media ci parlano di una popolazione giovanile decimata dai suicidi. Il problema è che così facendo non solo si riporta una notizia falsa, ma si contravviene anche a uno dei principi della Carta di Treviso per la tutela dei minori, alla quale ha il dovere di attenersi chiunque scriva per una testata, in quanto sottoscritta dall’Ordine dei giornalisti. L’OdG, infatti, invita tutti i giornalisti a riportare solo in casi eccezionali e senza toni sensazionalistici le notizie relative a casi di suicidio (in particolare se sono coinvolti minori), per evitare che si inneschino processi di emulazione, dal momento che si parla di persone tendenzialmente soggette a disagio mentale.

I giornali bisogna pur venderli, è vero, ma non sarebbe male riuscirci senza giocare alla caccia alle streghe per trovare il colpevole di un evento che, con tutta la sua tragicità, magari meriterebbe un po’ di silenzio.

Aggiornamento del 15/02/2014 -Per chi fosse interessato all'argomento consiglio la lettura del bel pezzo scritto da Arianna Ciccone su Valigia Blu

@FraZaffarano

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