L'Opinabile

15 Febbraio Feb 2014 1720 15 febbraio 2014

Il nonsenso di #BoldriniAlzaLaVoce, ultima cantonata del M5S

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Impazza online l'hashtag #BoldriniAlzaLaVoce, l'ultima trovata del Movimento 5 Stelle. Sul blog di Beppe Grillo (che immagino stia incassando un sacco di soldi con la pubblicità pay per view del suo sito) si legge uno stringato post in cui si invita Laura Boldrini a scrivere una lettera ufficiale al Presidente della Repubblica per impedirgli di esautorare il Parlamento non anteponendo un voto di fiducia alle dimissioni di Enrico Letta.

Grillo si appella a una mozione approvata dalla Camera il 15 gennaio 1991 «che pone l'obbligo di parlamentarizzare le crisi di governo esautorando di fatto il ruolo del Parlamento». La mozione di cui parla Grillo, è la 1-00460 della X legislatura. E in quanto mozione non obbliga proprio niente e nessuno. Le mozioni parlamentari sono indirizzi politici, inviti. Esprimono un auspicio dei parlamentari. A dimostrazione del fatto che non c'è nessun vincolo legislativo, per altro, c'è il fatto che la stessa mozione non è stata votata dal Senato (come spiegato in Il diritto parlamentare nella teoria e nella pratica, dell'editrice Giuffrè)

La questione della parlamentarizzazione delle crisi di governo extraparlamentari (ovvero come quella che si sta consumando in questo momento, non consequenziale a un voto di sfiducia) è stata posta sempre alla Camera il 25 maggio del 1991 con una proposta di riforma dell'articolo 94 della Costituzione. La Camera approvò ma la proposta si arenò al Senato.

Attualmente, quindi, le crisi extraparlamentari non hanno alcun bisogno di essere parlamentarizzate. Grillo dovrà trovare un'altra scusa per giustificare la scelta di sottrarsi con tutto il suo Movimento, alle consultazioni del Presidetne della Repubblica.

@FraZaffarano

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