L'Opinionista

4 Agosto Ago 2014 1132 04 agosto 2014

Eppure qualcuno ancora tace

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Soldati israeliani controllano il confine della Striscia di Gaza.

«La pace non va mai data per scontata» furono le parole pronunciate in un discorso da Barack Obama durante i primi giorni della crisi ucraina. Come dargli torto, oggi, alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi. E’ sotto gli occhi di tutti il fallimento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che è nata per organizzare e promuovere la pace e la collaborazione fra i popoli.

Le tensioni nel Nord Africa, la guerra civile ucraina, la crisi siriana sono la dimostrazione chiara ed inoppugnabile di quanto la pace sia ancora precaria nel 2014, già nel 2014 a cento anni dallo scoppio della Grande Guerra. Ripercorriamo i luoghi della guerra, studiamo gli avvenimenti sui libri a scuola, vediamo le scene in bianco e nero dei documentari di Gianni Bisiach, ma la storia insegna e non ha scolari. Lo strazio per l’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines e le rivoluzioni a colori celano in realtà i loschi, macabri e sotterranei malaffari economici tra le potenze mondiali incapaci di superare i rancori di una guerra fredda protrattasi fino ai giorni nostri. In quel Medioriente ai piedi di Cristo fra guerre civili e povertà, non lontano da quei luoghi dove si svolsero le guerre per la Terra Santa in passato, Israele sta cancellando un popolo. L’invasione della Striscia di Gaza è una violazione dei trattati internazionali. Una guerra si gioca se non ad armi pari, quasi. Israele ha una delle forze armate più potenti al mondo, la Palestina è dotata solo di missili di vecchia produzione tutti facilmente intercettabili dall’iron drone israeliano. Sta avvenendo un genocidio, una strage di donne e bambini.

Come può il mondo tacere e non opporsi all’aggressione e alle mire criminose di Israele? Mi vengono in mente le bellissime parole di Matteo Renzi pronunciate solennemente a Bruxelles, parole che rischiano di rimanere tali. L’Unione Europea, L’Organizzazione delle Nazioni Unite, la Nato, a cosa servono tutte queste organizzazioni internazionali se poi nel concreto non riescono a mantenere la pace? E’ un duro colpo leggere i primi titoli dei giornali, l’odioso ostruzionismo dei 5 Stelle, i discorsi patetici di Ban Ki-moon. I leader europei si riuniscono per sanzionare la Russia e dipingere all’opinione pubblica Putin come un mostro, ma dove sono finiti i garanti della pace? Alla storia della guerra preventiva e delle armi a distruzioni di massa di Hamas sempre sbandierata da Netanyahu non ci crede veramente nessuno, forse solo qualche nostalgico di Bush potrà darci credito. Israele deve pagare per i suoi crimini verso il popolo palestinese e noi dobbiamo aprire gli occhi, uscire dalle nostre case, andare nelle strade e protestare. La strage di donne e bambini non può passare inosservata. I raid continuano, i morti continueranno a salire nelle prossime ore, tanti innocenti perderanno la vita. E noi, noi italiani, noi come Paese Italia, restiamo a guardare? Lasciamo la Palestina al suo destino, li lasciamo soli? Dobbiamo prendere una posizione netta contro Israele. Bloccare ogni tipo di rapporto economico con Israele. E l’Onu cosa aspetta a sanzionare Israele? Se nessuno muoverà un dito per salvare la Palestina, tanti sono gli scenari possibili. In quel Medioriente ai piedi di Cristo, c’è un’isola felice, l’Iran. Un Paese islamico forte politicamente e militarmente che non ha mai esitato a rendere manifesto il suo odio verso Israele e se esplodessero le ostilità fra i due Paesi? Il momento è delicato, ma la pace va portata con la spada se necessario, soprattutto se può salvare la vita di molte persone. Bombardamenti, violenze di ogni tipo, uccisioni senza scrupolo.

Eppure c’è chi tace.