L'Opinionista

7 Ottobre Ott 2014 1833 07 ottobre 2014

John Rambo e i due Marò

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Che Silvester Stallone sia un mito non è una novità. Chi non è rimasto affascinato dalle sue interpretazioni dei film nel quale è protagonista? La sua gloria nel mondo del cinema comincia dal primo film Rambo, un filmetto del 1982 diretto da Ted Kotcheff, tratto dal romanzo di David Morrell. Un film bellissimo, capace di commuovere i più duri d’animo. Quello che doveva essere un “filmetto” si trasformò in un successo finanziario, incassò circa 47 milioni di dollari al botteghino nazionale e 125 nel resto del mondo. La storia vede come protagonista un soldato, John Rambo, che tornato dal Vietnam vaga per gli Stati Uniti senza fissa dimora e senza un lavoro, dopo la guerra persa in Asia. Giunto nel 1982 ad Hope, una cittadina del nord ovest degli Stati Uniti nello stato di Washington, in cerca di un suo amico, Delmore Barry, scopre che egli è morto di cancro per esposizione all'Agente Arancio. Sul percorso di ritorno si imbatte nello sceriffo del posto, William Teasle, il quale, con la scusa di offrirgli un passaggio, in realtà lo conduce fuori città, motivandogli arrogantemente che la presenza di vagabondi non è per niente gradita. E’ l’inizio del film che ancora oggi nel 2014 tiene appiccicati milioni di italiani davanti allo schermo. Rambo, non dimentichiamolo, rappresenta il mito perfetto di un'America indistruttibile (quella reaganiana), l'archetipo di un cinema d'azione mirato a ingigantire l'epica eroica. Quando pensiamo a Rambo, pensiamo a tutti i giovani e a tutti coloro che si impegnano e si sacrificano ogni giorno per il nostro Paese e dal Paese non vengono minimamente considerati. Chi fa lavori pesanti, chi lavora alla frontiera, chi fa lavori più umili. Chi è venuto in Italia da altri Paesi per sfuggire alla fame e alla povertà, lavora a testa bassa e viene disprezzato, sottoposto a pregiudizi e aspre critiche. Ai nostri militari impegnati nelle missioni estere ridicolizzati dalla gente comune e accusati di “rubare” soldi allo Stato. Se solo il nostro Paese, l’Italia riuscisse a ricambiare l’amore che alcuni italiani provano per essa, vivremmo in un Paese migliore. Mi rivolgo a chi ha ancora l’abitudine come me di guardare un film comodamente sul divano la sera. Almeno per questa sera niente partite, niente politica, niente Ballarò. Tutti sintonizzati su Rete 4 per vedere John Rambo all’azione. E un pensiero ai due Marò.