Lost in Dolcetto

6 Settembre Set 2013 1453 06 settembre 2013

Ciccione goloso

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Apple and zenzero

Il percorso di ValentinaApple and zenzero

Hitch in una immagine per la campagna promozionale di 'Frenzy'

Ingresso alla mostra 'Il mago del brivido'

Hitch con le pizze

Il percorso di Valentina



Questa la scrivo subito che ce l'ho fresca. Ieri mattina comincio una matta doppia giornata Milano - mantovana nel modo più bello, la mostra di Alfred Hitchcock a Palazzo Reale. I suoi capolavori per la Universal, il periodo americano della consacrazione. Entro con quel misto stato d'animo che conosco molto bene, di gioia e ansia crescente. Mi prende quando partecipo a un evento che ho desiderato tanto e per cui ho nutrito le più alte aspettative. Non dura molto. Viene sopraffatto da una chiara, genuina sensazione di sbigottimento euforico. Non è merito specifico di quella mostra in sé: ci sono parecchi refusi nei pannelli esplicativi!!! Ma del fatto che Hitch si vende da solo. E quelle stanze sono stanze del mio subconscio, figurate in un grande museo. Scatta la mnemotecnica di Giordano Bruno, la giappa che è in me. Afferro tutto con gli occhi, trattengo dati, mi specchio nello sguardo di Kim Novak, risalgo gli scalini della missione spagnola insieme a James Stewart.
Poi sento la frase di Gianni Canova:"I film non sono pezzi di vita, ma pezzi di torta, diceva Hitchcock. Così la pensava il ciccione goloso". Beh Canova e io, mi scuserà, siamo telepatici. Da ciccione goloso a ciccione malefico, l'affetto non cambia. E così la statura artistica dell'uomo. Mi beo davanti alla timeline, sviluppata su due pareti, dei film che costellano la carriera del mago del brivido, da Sabotatori a Rebecca, da Il sipario strappato a Complotto di famiglia. Ad ogni step una lacrima, ad ogni contributo video del critico, una riflessione, una esclamazione di sorpresa, la conferma di ciò che sapevo ma era bello ripassare. A farmi da guida le musiche del fidato Bernard Herrmann, il verso dei pennuti assassini di The Birds. Ho strappato il sipario del terrore per cascarci dentro. Un attimo prima di entrare in un altro incantamento, quello di Guido Crepax. Oggi ho festeggiato così.

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