Lost in Dolcetto

17 Settembre Set 2013 2236 17 settembre 2013

Nelle Langhe. Aggrappata al cane pecora

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Che flash color prato! Sto per raccontare uno dei mini - trip che mi hanno cambiato la prospettiva sulla vita. Molto più gaudente d'ora innanzi (i famosi buoni propositi).Il primo minuto nella bassa Langa già volevo ritornare. Figuriamoci nell'alta...

Così tanto verde in una volta sola non l'avevo visto mai, se non in Inghilterra, dove nelle brughiere e nella campagna ti si apre tutto il ventaglio delle nuances, dal bottiglia al rosso brunito. È stato questo a colpirmi, subito. L'idea di entrare in una dimensione parallela, dove dominano incontrastati i vitigni e la vita segue il ritmo delle stagioni, mentre in autunno si capisce se quella sarà una buona annata per il vino. E che vino. C'è chi dice che il Piemonte sia la capitale  mondiale di questo nettare degli dei. Dal finestrino dell'auto già scorgo il cartello "Terre del Barolo". Beh, sono arrivata. Qui c'è tutta la famiglia, da papà Barolo al figlio Nebbiolo, al Dolcetto d'Alba fino al Barbera - il più noto fra gli inglesi, come ci dimostrerà un simpaticissimo capocomitiva di Manchester, ad Albaretto una sera - e al Barbaresco. Le Langhe saranno il mio approdo. Da Albaretto partirò per un mini tour che mi porterà in tutti i paesini circostanti: Cherasco, delizioso borgo medievale noto per i "baci" (cioccolatini farciti di nocciole, quelli che ho comprato nella quantità di 8, per fare pace dopo un litigio e che, essendoci 29 gradi, mi si sono squagliati nel bagagliaio, perciò tornata a casa ho messo in frigo, provocandone la mutazione fisica in lingotto di cacao croccantino) e le lumache, Bra, Alba per il tartufo, altro gioiello della casa, Grinzane Cavour, sovrastato dal castello del conte Camillo Benso, che si riuniva con i colleghi in sedute di ore e ore per decidere con grande senso di responsabilità "il bene del Paese". Chissà che direbbe adesso, il conte di Cavour, dello scempio a cui si è ridotto il suo e nostro Paese e di come le sue parole siano state così traviate e strumentalizzate. Ma sto divagando...
Il giorno dopo scopro le vere bellezze nascoste, Monforte e Serralunga d'Alba, La Morra, fino ai più noti Barolo e Barbaresco. Dalle prime due si gode una vista spettacolare delle Langhe, i belvedere delle chiesette permettono di spaziare con lo sguardo verso l'infinito verde profondo, e oltre. Leopardi lo canterebbe in versi, Werner Herzog ci girerebbe un film. I grappoli d'uva pendono dalle viti a formare un preciso disegno geometrico, blu e nocciola, anche se non è ancora il momento del foliage. Ci vado dentro, faccio un po' di foto. Una delle cose che mi piacciono di più è veder passare i trattori. Da piccola avevo un trattore, per triciclo, e gli sono rimasta affezionata. Solo il cane pecora può comptere col trattore. Checcos'è il cane pecora?!?

foto Marco Macchi

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