Lost in Dolcetto

7 Novembre Nov 2013 1218 07 novembre 2013

A Canossa, la bellezza del pomeriggio a strati

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Domenica 3 novembre sono salita a Canossa, con moroso, per assistere alla presentazione di una nuova opera di Omar Galliani, artista reggiano di fama internazionale, sempre in viaggio sull'asse città del Tricolore-Mosca-Pechino-India-Parigi-Tokyo. Le triangolazioni impossibili per lui diventano possibili. Così, nell'arco di un bellissimo pomeriggio in cui l'arancio e il rosa di un tramonto spettacolare hanno illuminato dolcemente le colline circostanti, definendo un paesaggio alla Werther, siamo stati ospiti del centro turistico canossano, ai piedi del castello, dove avevano allestito un invitante programma, all'insegna di arte, musica e cibo. Spalmato su tre livelli. Mi sembrava molto in tema di Dolcetto :). Mentre ci avviciniamo alla struttura si alza un vento da spazzarci via, insieme al castello. Ottima premessa. Come ricorderà il direttore, “Siete a Canossa, terra di pentimenti e penitenze”. Omar Galliani ci intrattiene con una dotta e appassionante lezione di storia dell'arte, che affonda le radici dal Medioevo ai giorni nostri, dal disegno leonardesco ad Albrecht Dürer, fino a comprendere tutte le arti, la fotografia e il cinema, campo nel quale vorrebbe cimentarsi con un film su Matilde. “Una figura di donna attualissima, politica e religiosa, sovrana di cento terreni eppure residente nel suo feudo a Canossa, protetta e sentinella di tutte le terre circostanti”. Una combattente di rango, identificata con le terre sotto il suo controllo, perciò troppo concettualmente prigioniera di un'immagine che le ha precluso qualsiasi rappresentazione iconografica classica. Con Matilde al cinema, se son rose fioriranno. Intanto noi, insieme all'artista che ha presentato l'opera grafica “A Matilde”, disegnata sul muro alle sue spalle, in cui la signora emette un respiro nell'atto che precede la concessione del perdono a Enrico IV, abbiamo apprezzato la musica del Trio Verdi. Arie da Traviata, Aida, Cavalleria Rusticana e Gianni Schicchi, in cui mi è scesa la lacrima e ho rievocato la prima volta di “Camera con vista”. Puccini e “Oh mio bambino caro” seducevano allora James Ivory e i suoi attori, ma è una passione che si estende a tutti gli anglosassoni. Ahhh Puccini.

Pronti per innalzare i calici e gustar le libagioni, ci rechiamo al terzo piano della torretta: una lunga tavola imbandita di erbazzone, gnocchetti, ricotta, formaggi acidi, salumi e vino rosso ci attendono. Via alla degustazione e alle chiacchiere. Mmmmh quella ricotta! Mmmmmmh che bel piacere! Grazie Federica e Mario. Grazie Omar e...in bocca al lupo.

Questi sono i pomeriggi del Dolcetto.

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