Lost in Dolcetto

26 Dicembre Dic 2013 2116 26 dicembre 2013

Tre chef e un lambrusco

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Un giro Dolcetto che ha attraversato uno spicchio di campagna emiliana e Reggio, domenica 22 dicembre, alla ricerca delle ricette delle Feste. Rigorosamente d'Autore. Non un giorno qualsiasi, domenica. Fra incontri, assaggi, brunch e merende, l'ante dell'ante Vigilia si è trasformata in un momento che sarebbe piaciuto a Daniel Pennac. Prima tappa, Arnaldo di Rubiera. Alla clinica gastronomica ci accoglie Anna Degoli, 75 anni. E' lei a guidare la brigata di cucina composta dal figlio Roberto, Ramona, intenta a fare il pane, e Mauro Bottero, il marito, che sovrasta un paio di pentoloni del bollito. Usciremo con vasetti del prezioso ragù della locanda, magica pozione. Intanto, al pranzo di Natale sfogliando il ricco ricettario si possono preparare Spugnolata, che porta amore e confidenze, e dolci fruttati. Perché 'La pera impera' da queste parti, ci ricorda Franca, l'altra figlia di Arnaldo.
Siamo in ritardo, ma quando si parla di cibo non bisogna avere fretta. Eccoci a Ca' Matilde di Rubbianino dimora dello chef Andrea Incerti Vezzani. Un'oasi di gastro benessere a due passi dalla città. Sala da pranzo e tavoli nei toni del crema, legno chiaro... anche se non dichiarato l'ispirazione è Gualtiero Marchesi. Andrea sta disponendo su un vassoio le striscioline per fare i grissini. Vediamo in cortile un aiuto chef col grembiule di Alma. Non si scherza niente. Dalle mani di Andrea proviene il Tiramisù al mascarpone con gelato al caffè.

A tavoletta eccoci a Reggio, per la puntata al Caffè Arti e Mestieri di Gianni D'Amato e Fulvia. Il leggero ritardo ci ha consentito di incontrare il formidabile Luigione, con mamma. Quasi un anno, capolavoro di arte antropologica contemporanea, Luigi ha ricevuto il battesimo a Parma in settembre. Sorriso limpido, il futuro è suo. Mi prenoto per fargli da baby sitter, gli voglio un bene dell'anima.

Gianni D'Amato ci accoglie sulla soglia, sta per portare in tavola le sue creazioni e siccome il suo nuovo locale ha ricevuto dal Gambero Rosso il premio per il miglior servizio in tavola, ci tiene ad avere tutto sotto controllo. Comprendiamo. Avere la ricetta di Natale? Sì, a patto di tornare per un piatto. Ok lo accontentiamo. Ora via che si va alla Torinese per il brunch con i miei. Disciplinati, tornano al tavolo con un piattino e tutto fila liscio fino a quando mio papà Dodo non versa riso tai e cappellacci nella zuppiera piccola destinata al bollito.

Torniamo al Caffè di Gianni, senza Gianni. Lo chef va allo stadio per assistere alla partita Fiorentina-Sassuolo ma noi ci accomodiamo per un piatto di cappelletti in brodo e un tiramisù passion fruit (solo io). Serviti e riveriti dalla Fulvia. Sarà una domenica ante dell'ante Vigilia da ricordare. Con cosa brindiamo? Con un lambrusco, naturalmente.

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