Lost in Dolcetto

17 Febbraio Feb 2014 1838 17 febbraio 2014

Berlinale è... un bicchier di vino a casa di Mariella, dopo lo Zoo Palast

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Stavo guardando le ultime battute del film 'Mo Jing' (That Demon Whitin) di Dante Lam, uno specialista dell'action movie hongkonghese, di quelli che non lasciano allo spettatore nessun briciolo di immaginazione, quando ricevo una proposta: “Un salto da noi per un calice di vino rosso?”. Non si può rifiutare. Soprattutto alla Berlinale, contando il fatto che Mariella è una chef. Soprattutto dopo questo film. Grottesco, sanguinario, ma bello in un modo inatteso. Sembra una cop story, con il poliziotto di turno in ospedale che assiste al ricovero d'urgenza di un uomo in condizioni disperate, che si scopre essere il malavitoso più feroce in città, a capo di una banda di trafficanti di diamanti. Un boss che controlla tutto il giro del narcotraffico alla frontiera, il cui potere si ramifica dalla gang a quelle parallele e alle microcellule. Uno al quale non doneresti mai il sangue. Dave lo fa, senza alcun ripensamento, ma con la paura a 90, quando viene a sapere chi è. Ovviamente il suo gesto avrà enormi e terribili ripercussioni: nel suo ambiente, alla centrale, e sul fronte opposto, nel giro di Hon, il super criminale.

Dave diventa il ricercato numero 1, dai suoi colleghi degli affari interni e dagli scagnozzi di Hon, che non hanno la mano leggera.

Non è tanto questa lotta del gatto col topo ad avermi stupito. Quante volte... Anche se devo dire gli hongkonghesi sono bravi a creare l'atmosfera e a usare tutte le mille luci di Kowloon e di uno dei porti più belli del mondo. Sono bravi negli inseguimenti, nelle sparatorie. Mi ha preso la storia di questo tizio che non sarà più capace di vivere come prima. Chiuso nella sua codardia e nel suo lavoro di ufficio. Ma che d'ora in avanti saprà cosa significa allacciare un vero patto di sangue col nemico, averlo addosso e nelle ossa, capirà attraverso una serie di allucinazioni che cominceranno a perseguitarlo di notte che la violenza di cui si serve e il potere conquistato hanno radici lontane, nell'infanzia, quando un piccolissimo Dave si trovò in una situazione famigliare molto critica, con una miccia in mano. Thriller psicologico, quasi un noir. Fuori dallo Zoo Palast, scintillante e tenerone allo stesso tempo con quell'orso gigantesco ricoperto di luci, piove forte. Il mio collega mi dà indicazioni per trovare casa di Mariella. Mi incammino col navigatore. E' vicino, ma la strada è grande e non so di preciso dove mi trovo. Metropolitan emilian girl. Arrivo all'esterno di un condominio bianco. Il vino e gli amici son lassù che mi aspettano. Racconto il film. Anche questo è Berlinale.

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