Lost in Dolcetto

2 Marzo Mar 2014 2110 02 marzo 2014

Pagine da bere, lettere da mangiare

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Volete che, se esce una casa editrice che si occupa di cibo e vino, io non me ne accorga? Oltretutto della mia città? Giammaaaai!! Fresca come un sorso di bianco (o preferite il rosso?) ecco Wingsbert House, di Francesco Aliberti, nata per soddisfare tutti e cinque i sensi, in particolare gusto, olfatto e vista. Alla Wingsbert selezionano vini, producono aceti balsamici e pubblicano libri, abbinandoli fra loro.

A partire dall'idea del wine-book, l'abbinamento di un vino e di un libro, si vuole recuperare l’antico accoppiamento fra l’arte della potio, come atto consapevole del bere, e la discussione delle idee più alte. Proprio in quest’ottica si collocano L’oste dell’ultima ora di Valerio Massimo Manfredi, I calici della memoria- Il vino nella tradizione ebraica di Gianpaolo Anderlini e La rivincita del Lambrusco di Sandro Bellei. Tutti volumi che sono stati presentati alla recentissima fiera BUK di Modena, dedicata alla piccola e media editoria. Tra gli altri titoli, l'occhio e il palato mi sono caduti, devo ammettere, su questo Easy chic di Mariagrazia Picchi, e il motivo è semplice. Tagliolini, pomodoro e basilico, e un cuoricino rosso fuoco, la mia vezzosità femminile si risveglia. Qual è il segreto di essere easy chic? Ah, io mica lo so. La Picchi sì. Si può mangiare bene, in eleganza e raffinatezza, utilizzando pochi ingredienti con costi accessibili a tutti. Non una semplice raccolta di ricette, ma un' arma di seduzione.

Spiega Mariagrazia: “Ideare il menu, organizzare la cucina, allestire la mise en place per rendere il ricevimento perfetto. Tutto questo mi fa stare bene. Ogni volta metto energia ( e anche un po’ di maniacalità) nei dettagli, il tutto per far sognare anche solo per un attimo i miei ospiti”. La Picchi, che ha un blog seguitissimo, definisce il libro 'uno zibaldone dell’arte culinaria'.

E adesso solo pronunciarne il nome mi mette in imbarazzo. Valerio Massimo Manfredi. Sì, lui. Per Wingsbert pubblica L’oste dell’ultima ora, dove il grande romanziere rivolge la sua attenzione a un 'umile', testimone involontario degli eventi che hanno cambiato il corso della Storia. Figlio di contadini senza terra nella Galilea dominata dai Romani, il protagonista è costretto a guadagnarsi da vivere inventandosi nuovi lavori. Marinaio senza fortuna, taglialegna e carpentiere, vignaiuolo a servizio di un piccolo possidente. Ecco la soluzione! Finalmente decide di mettersi in proprio, e di aprire una promettente rivendita di vino.

Sembra la storia di un uomo qualunque in un’atmosfera di tempi nuovi. Ed è così: qualcosa di assolutamente nuovo, inaudito e sconvolgente sta accadendo vicino a lui. Il contatto avviene durante un banchetto di nozze, a Cana. L’oste è incaricato del vino, ma disgraziatamente ne ha portato troppo poco. Sarà allora testimone privilegiato di un fatto che stenterà, anzi non riuscirà proprio a spiegarsi.

Ma il suo rapporto con il Nazareno e la sua strana compagnia di discepoli non finirà lì. Qualche tempo dopo, durante la Pasqua a Gerusalemme, gli verranno a chiedere ancora del vino: per celebrare quella che sembra una sera triste come una cena d’addio...

Sacro, profano, alto, frivolo, civettuolo. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per rendere la pietanza... ops, pardon!, Il libro appetitoso.

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