Lost in Dolcetto

12 Aprile Apr 2014 1732 12 aprile 2014

Topozilla esige attenzione. Come il We transfer

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Scoglionamento di un sabato di mezza primavera senza Topozilla. Il sole è scomparso dal mio campo visivo nel tardo pomeriggio di mercoledì per fare ritorno venerdì, dopo un difficilissimo intermezzo endocrino – emotico. Topo, che lunedì stava imparando la proprietà transitiva e intransitiva attraverso l'orso di peluche e il maiale, non ha allietato le mie giornate del wekkend col suo viso da piccolo sole, la sua frangetta e le sue espressioni di neonato esploratore e la mia serenità se ne è svanita. Vanished. Davvero. Intendiamoci: quando c'è, c'è lui e non esiste altro. E manco voglio fare dell'altro io. Che cosa c'è di più edificante e piacevole di qualcuno che apprende da te la vita che sboccia, per lui? Nella settimana delle cose che non vanno giù – questa in corso – Topo è la cartina al tornasole. Prima di lui, la gioia. Dopo mercoledì, lo sconforto, dettato dall'assenza. E' come se l'assenza di Luigi mercoledì – il non poterlo ritirare al nido, il non poterlo ambientare in casa in mezzo agli amati pupazzi, il non poterlo addormentare – avesse prodotto un effetto domino di conseguenze che toccano altri ambiti, per nulla imparentati con il badare al Topo.

Tipo: il giornalismo. Una decongestione tremendina. Una falsa partenza. Una iniziativa rispedita al mittente. La perdita definitiva dell'innocenza riguardo delle aspettative che nutrivo e che non posso più permettermi. Ma il sole tornerà. Lunedì. Mi si dice. E per allora le margherite, che il piccolo Unno ha imparato a strappare, saran già in gran numero nel prato, e un giocatttolo nuovo, la macchina della pizza di peluche, sarà pronto sulla soglia ad accoglierlo.

Lui intanto ha imparato ad aprire la porta. Sa abbinare i colori alle chiavi. Topozilla è la mano che governerà il mondo. Come da mano allegata.

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