Lost in Dolcetto

8 Maggio Mag 2014 2317 08 maggio 2014

Erbazzone e Rossini a palazzo del Governatore

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Tutto è partito da un Rossini che la mia amica collega Benny è andata a prendere di là … “E' buonissimo, c'è il fondo di sciroppo di fragola vera!”-mi dice. Siamo al #FuoriSalone di Cibus 2014, Parma. Che tradotto vuol dire I Love Italian Food, l'organizzazione no profit che mira a proteggere e promuovere la conoscenza del cibo italiano nel mondo. Interamente reggiana, concepita da 4 soci e nata in seno alla città del Tricolore, ora ha sede in vicolo Trivelli e raggruppa 800 food blogger e 500,000 utenti sparsi nel mondo, ognuno dei quali dà il proprio apporto alla diffusione di questa utile idea imprenditoriale. Ci intrufoliamo a palazzo del Governatore, all'evento di Fede & Tinto, i conduttori radio di Rai2, che propongono il loro Decanter per entrare meglio nella cultura del vino. Annusando, grattando le fragranze. Poi entriamo nella grande sala al primo piano, punteggiata da frigoriferi Smeg tricolor e a fare gli onori chi troviamo? Il super chef Moreno Cedroni. Allora siamo nel posto giusto.

Ancora non sapevo che l'ambaradan, lì dentro, nel cuore di Parma, fosse made-in-Reggio, tuttavia qualche sospetto cominciavo a nutrirlo. Vado all'elenco cibi proposti per la degustazione e i primi tre sono #erbazzone, #ParmigianoReggiano e #gnoccofritto. C'è qualcosa che tocca.

Ma andiamo al nocciolo. Al buffet. Brasato al Barolo (e già questo...), carne cruda al limone, anolini, maccheroni alla bolognese e lui, il CULATELLO. Ci vorrebbe un rosso, sorseggiamo delle bollicine. Anche rosé. La vista è di tutto rispetto. La Benny punta dritta al terrazzino che dà sulla Basilica della Steccata al tramonto. Poche cose fanno bene allo spirito come un palato soddisfatto e uno scenario romantico. Io cerco i tipi della Wingsbert House, la neonata casa editrice reggiana che si occupa delle gioie di Bacco filtrate nella pagina letteraria, ma nel saporito Caos del #FuoriSalone non mi riesce di trovarli. Di loro parlerò nella puntata successiva.

D'un tratto, davanti agli occhi mi scorre una scritta che riconosco: I Love My Kitchen. Non sono i ragazzi che curano il brunch al Teatro Valli? Sì che sono loro! Mi sento sempre più a casa.

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