Lost in Dolcetto

22 Luglio Lug 2014 1045 22 luglio 2014

Mangiare, bere, godere la Grande Bellezza

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Alla domanda su quale sia la città più bella del mondo, non si può che rispondere, da duemila anni a questa parte: Roma. Ma Roma è davvero la città della Grande Bellezza? Soprattutto la Roma di oggi, Anno Domini 2014? Dopo la

vittoria agli Oscar del magnetico film di Paolo Sorrentino la domanda è inevitabile.

La sua Città Eterna ha molto di surreale, quasi di metafisico, oltre che

del “barocco”, inscritto nel DNA della natura capitolina e che la trasfigura sempre in qualcos’altro da sé, dai tempi di Fellini.

Dove posso ritrovarla? Qual è l’indirizzo di quelle vie, di quegli scorci, di quei lungoteveri che tolgono il fiato?

Un libro ci aiuterà a scoprirli tutti. Perché Roma è grande bellezza: nonostante tutte le offese che le sono state arrecate nei secoli, ma soprattutto negli ultimi decenni.

Dal Gianicolo con la sua Fontana dell’Acqua Paola, all’Aventino del bellissimo, misterioso Giardino degli Aranci. Dalle Terme di Caracalla a Villa Medici. Dal Parco degli Acquedotti ai musei solo apparentemente minori, come palazzo Altemps e Palazzo Braschi.

Facciamo due chiacchiere con Laura Mancini, autrice di "A spasso per Roma. Girovagare nei luoghi della Grande Bellezza e vantarsene al solo scopo di bere mangiare e divertirsi", guida enogastronomica sui generis, che parte dall'itinerario che compie Jep Gambardella nel film con l'unico scopo di dare consigli underground su quali locali e posti frequentare.

- La guida prende ispirazione dal film di Sorrentino. Perciò l'ha scritta di getto! Che cosa l'ha conquistata del film e del personaggio di Jep?

La sensibilità estetica, ovviamente, e la penetrazione del territorio urbano che è guidata da grande curiosità e da una sorta di estasi nei confronti di Roma e di tutta la sua ricchezza storica, artistica e culturale. Il film è stata una rivelazione molto onirica che mi ha stupito e ispirato per una riflessione meno alta ma certamente altrettanto innamorata della città che rappresenta.

L'aspetto che ho trovato più interessante del personaggio di Jep è il dialogo di cui è protagonista, le sentenze lapidarie con cui sotterra se stesso e la società che gli abita intorno.

- Lei è gaudente come lui?

No, purtroppo! Sono molto meno chic e snob di Jep, ma condivido col personaggio una visione disincantata dell'umanità e l'intento ironico e autoironico nel raccontarla. Quanto al godersi la vita è un obiettivo che condivido col protagonista, con risultati forse meno mondani ma per me molto soddisfacenti.

- A chi consiglia questa guida?

La guida è pensata per chiunque trovi interessante attraversare la città con uno sguardo al suo patrimonio estetico e un altro al suo splendore enogastronomico, all'insegna del puro edonismo. Dunque romani e non romani, con il pallino della bella vita.


- Quali sono le Grandi Bellezze d'Italia che ama di più? Enogastronomiche e non?

Che domanda difficile... Sono numerosissime, quelle a cui sono più appassionata sono le realtà microscopiche territoriali che operano in modo concreto e disinteressato per la società e non si scoraggiano di fronte alle Grandi Bruttezze, che purtroppo sono altrettanto presenti.

Siamo pronti. Tuffiamoci in una sorta di atmosfera infera e underground che porterà all’agognato pasto, al buon bicchiere di vino.

Una materia suburbana che non potrà non passare dal bar San Calisto, dalla giraffa della Basilica di Massenzio, dal tuffo di Mister Ok.

Godere di questa città sorniona, che ha una certa nausea di se stessa, che crede ancora di essere le prima perché non sa essere seconda a nessuno.