Lost in Dolcetto

19 Febbraio Feb 2015 1245 19 febbraio 2015

Io, Berlino, il mio occhio sinistro e il senso per i dolci

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E' possibile sentire Berlino come casa propria? Avvertire la sensazione di entrare in un bozzolo e lì imbozzolarsi per 11 giorni? A me è successo, in quella parentesi magica dal 4 al 14 febbraio, fatta di film, incontri, scrittura, blog, tweets, mangiate da soli e in compagnia. Sonno tanto. Dormire poco. Qindi vacanza? Niente affatto. Lavoro. Il bozzolo è intorno, non interiore, né esteriore, è la bolla che ti accoglie per esaltare al massimo grado l'arte del cinema e altrettanto velocemente ti rispedisce fuori, terminato l'incarico. Scrivere è una spada di damocle sempre più affilata che ti poggia sul coppino fino al prossimo articolo. Foto che scatti. Se non ci fossero state le New York cheesecake, il mousli organic tuffato nel latte, la tavoletta di cioccolato, la fetta di torta al ciccolato bianco, la carrot cake, il croissant caldo della mattina e i savoiardi non so come avrei fatto ad affrontare 11 giorni di tour de force. A mettere ordine nella passione vorace per i dolci, mi giunge il provvidenziale soccorso di Luca Montersino, pastry chef che venerdì 20 febbraio arriva alla libreria All'Arco di Reggio a parlarci del cibo degli dei e come si prepara. O forse no, è un segreto del mestiere. Viene a presentare “il Montersino – Grande manuale di cucina e pasticceria”, che suona un po' come il Mereghetti per il cinema - film e chantilly sono legati. Anche film e assenzio, probabilmente - che lui ha scritto con il cuoco reggiano Alberto Caprari. A Tokyo, New York e Alba ha le sue pasticcerie. Quella di Alba è light. Lì ci ho trascorso il Capodanno. Guardando vetrine ricolme di Dolcetti, tortellini e Nutelle. Non è un anno particolarmente dolce. Perciò ascoltare Luca, domani, sarà a me necessario.