Mambo

6 Marzo Mar 2013 0833 06 marzo 2013

Quella di Grillo è una vera marcia su Roma

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Giornali, tv e partiti sono all'inseguimento di Beppe Grillo sperando di agganciarlo. In particolare il Pd cerca di ottenere da lui il via libera per un governo Bersani o in subordine per un governo di tutti. Grillo ha detto e dice di no. Alcuni politici credono che questo dieniego possa nuocergli perchè allontanerebbe da lui l'elettore di sinistra, ma anche di destra, che l'ha votato ma vuole che ci sia un governo. Gli appelli che gli si rivolgono,quindi, sono finalizzati a metterlo in contrasto con una parte del suo elettorato. Grillo invece tira avanti per la sua strada e non cambierà idea. Forse occorrerebbe analizzare meglio le sue parole e la natura del suo movimento. Grillo non vuole riformare la politica ma vuole abbatterla. Il suo obiettivo è un governo dominato dai 5 stelle che lui pensa sia alle viste se logorerà ancora il sistema politico e soprattutto i due partiti maggiori. Il movimento ha realizzato la combinazione fra piazza virtuale e piazza fisica che, come ha dimostrato in un recente libro il sociologo spagnolo Manuel Castells, è il segreto dei movimenti di protesta in tutto il mondo. Così come lo è mettere al centro della propria iniziativa la volontà di spezzare tutti i legami di rete che esistono e che costituiscono la base del vecchio potere. Il suo obiettivo è in senso tecnico rivoluzionario. In Tunisia gridavano :"Degage, degage (Smammare)!". In Italia  gridano: "Tutti a casa". Siamo ai prodromi di una possibile rivolta se il Movimento aggancerà la protesta sociale dei prossimi mesi. Il fatto che i suoi parlamentari siano persone di origine prevalentemente borghese e che si mostrano ragionevoli non significa molto. I movimenti poltici non si giudicano dalla composizione sociale (anche il fascismo aveva giovani borghesi, professionisti, imprenditori soprattutto agricoli e ex combattenti) ma dal loro indirizzo. Nei 5 stelle c'è una borghesia urbana, formata prevalentemente di giovani, declassata e arrabbiata che ha rotto con la vecchia politica e che crede sia arrivato il momento di rivolzionare il sistema. Grillo è un alleato infedele, posto che decida di allersi, non solo per le sue idee sull'Europa e sul debito ma soprattutto perchè muterebbe la collocazione internazionale dell'Italia e metterebbe in agenda la destrutturazione di tutto il sistema di rappresentanza, sindacati e partiti compresi. Probabilmente se la legislatura proseguirà il grillismo assedierà il parlamento da dentro e da fuori. tentare di inglobarlo significa farsi attirare in una trappola. L'unica possibilità che resta ai partiti è una severa autoriforma e il contrasto dell'ipotesi rivoluzionaria che Grillo e Casaleggio sognano. Ma ci vorrebbero partiti con la schiena dritta.

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