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8 Marzo Mar 2013 0809 08 marzo 2013

Renzi o Barca? Può essere un duello o un ticket

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Renzi-Barca: duello o ticket? Il dopo Bersani si avvicina come sembra rendersi conto anche lo stesso segretario del Pd che ha legato la propria sopravvivenza poltica al successo di una missione, l'accordo con Grillo, su cui nessuno scommette. Renzi si tiene per ora in disparte perchè non vuole fare la parte del killer del segretario. E soprattutto ha chiarito che non accetterebbe di essere richiamato in servizio con una proclamazione del gruppo dirigente ma preferisce la sfida di nuove primarie. Non è un mistero che vi sia nel Pd chi non vede di buon occhio l'avvento del sindaco di Firenze a capo del partito e  leader di una coalzione. Questa coalizione nuova avrebbe sicuramente il via libera di Mario Monti ma non può contare in partenza sull'assenso di Nichi Vendola. I "giovani turchi " del Pd sono ostili a Renzi, soprattutto Fassina, mentre Orfini si è mostrato più possibilista.

Per Renzi il problema che ha davanti è lo stesso di alcuni mesi fa, cioè quello di non apparire come l'avversario della sinistra di matrice neo-socialdemocratica. Renzi cioè deve convincere che può prendere voti moderati senza perdere l'elettorato di sinistra. E' per questo che molti nel suo partito pensano di opporgli il ministro Fabrizio Barca, tecnico di gran fama, nonchè chiaramente, per proprie dichiarazioni, esponente della sinistra con il vezzo di autodefinirsi persino ancora comunista. Si profila quindi un duello fra i due? Sarebbe una partita interessante in cui Renzi partirebbe favorito perchè più noto e popolare mentre Barca potrebbe avere il vantaggio di mobilitare un voto identitario. Barca non sarebbe un leader nostalgico. La vera differenza con Renzi sta nel fatto che il ministro crede ancora nei partiti strutturati a largo insediamento sociale, mentre Renzi propende per soluzioni più liquide. Entrambi hanno bisogno di apparire rottamatori. In verità il più è fatto con la rinuncia, che non ha portato un solo voto in più, di D'Alema, Veltroni e Turco. Restano in carica molti ex democristiani che sono stati risparmiati dagli strali di Renzi.

La linea del duello potrebbe essere soppiantatata dall'idea di un ticket tenendo anche conto delle propensioni dei duellanti. Renzi vuole il governo, Barca il partito. Potrebbe così realizzarsi il singolare patto con uno che punta a farsi leader di una coalizione inglobando anche un'area di centro e l'altro che a capo di un partito rinnovato cerca la strada di una socialdemocrazia di tipo europeo. Sarebbe una difficile convivenza, ma potrebbe essere utile al Pd. Renzi gli assicurerebbe una leadership di governo largo, Barca una reinvenzione del Pd che potrebbe dargli nuova prospettiva. I ticket fra palazzo Chigi e le sedi di partito non hanno, però, mai funzionato e questo rendere l'ipotesi assai discutibile. Tuttavia lo scontro fra i due sarebbe ancora più rovinoso. Ovviamemte bisognerà aspettare che si concluda l'avventura di Bersani, che Barca dica quel che vuol fare e che Renzi chiarisca se ritiene il Pd una risorsa o un fardello. Intanto il cosidetto centro sta morendo e si apre una voragine elettorale che può costituire un vero territorio di caccia. Questa carta gioca a favore del sindaco di Firenze. Mentre il pericolo che le prossime elezioni oltre alla minaccia-Grillo vedano tornare sulla scena altre ipotesi radical di sinistra gioca a favore di Barca. Nasce da qui la suggestione del ticket. Poi la convivenza fra i due è affidata al loro buon carattere, alla fortuna, alla lungimiramza di entrambi.

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