Mambo

12 Marzo Mar 2013 0759 12 marzo 2013

Ottaviano Del Turco, fra false accuse e viltà degli "amici"

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Non c'era la prova regina contro Ottaviano Del Turco. Anzi la foto che lo avrebbe accusato, in cui era ritratto uno scambio di mazzette, era un fotomontaggio. La notizia è di oggi e completa la demolizione del castello di accuse contro Del Turco. Ricordiamo quello che successe. Un arresto clamoroso, mesi di carcere per il presidente abruzzese, il suo allontanamento, che dura tuttora, dalla poltica, una regione sciolta, un nuovo voto con risultato rovesciato. Quella volta i magistrati colpirono a sinistra. A difendere Ottaviano e la sua onestà non fummo in molti. Lo fece il "Riformista" con i miei articoli. Il PM ebbe il suo momento di celebrità. Il castello accusatorio voleva mostrare un episodio fra i più odiosi di corruzione. Oggi l'inchiesta non ha un solo punto in cui regge. Il Pd all'epoca mise la testa sotto la sabbia e non difese il dirigente socialista nonchè cofondatore del partito,. E' un dato impressionate che segna in maniera bruciante la storia del partito e la sua subalternità verso i PM oltre che la scarsa capacità di andare a vedere le carte. Oggi è tutto chiaro ma Del Turco è fuori da anni dalla politica, sta spendendo una mucchio di soldi per difendersi da accuse inesistenti, la democrazia in Abruzzo ha subito una ferita non rimarginabile. Che dovrebbero dire tutti quegli eletti travolti innocentemente dal repulisti della campagna elettorale successiva? Se ci fosse la responsabilità personale dei magistrati ci sarebbe la possibilità  di rivalersi su chi ha sbagliato. Invece la corporazione lo ha difeso, per anni è stato un'icona, un fuori onda amichevole con lui immortalò Gianfranco Fini e tutto è andato in cavalleria. La sinistra dovrebbe recidere tutti i legami con i vari partiti dei giudici. La fine inglotiosa della lista Ingroia dovrebbe far capire quanto questi siano impopolari.  C'è una netta differenza fra la fiducia nella giustizia e lo sposare ogni decisione del PM di turno. La sinistra non deve lamentarsi dell'esplosione del grillismo, frutto spontaneo di una lunga stagione di giustizialismo dilagante. La politica ha molte colpe, forse ha solo colpe, ma soprattutto ha quella di non aver avuto la schiena dritta sia di fronte ai masnadieri sia di fronte ai giustizieri che hanno affollato e affollano la scena pubblica.

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