Mambo

13 Marzo Mar 2013 0755 13 marzo 2013

Vedremo Bersani a braccetto con Ahmadinejad?

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La discussione sul possibile governo Bersani-Grillo, con quest'ultimo in posizione d'appoggio, ha aspetti surreali. Non solo perchè Grillo continua ad insultare Bersani e Bersani  fa finta di niente come in quella famosa gag di Totò che raccontava di aver preso un sacco di schiaffi da uno che lo chiamava "Paquale" e Totò con la faccia gonfia di sberle se la rideva dicendo: "E che sono io Pasquale?". C'è una singolare approssimazione anche sul terrno programmatico. Sulle misure anti-casta la divisione è netta attorno al finanziamento pubblico dei partiti. Ma, ecco la domanda, un governo di lunga durata si può fare solo sulle pur necessarie misure anti-casta? Sull'economia fra Bersani e Grillo non si vede ombra di dialogo a parte l'economia verde e l'agenda digitale. Ma l'economia è dossier più grande e comprende, ad esempio, il tema della pace sociale e del dialogo con i sindacati che Grillo vuole sciogliere. C'è poi il capitolo della politica estera. Se Grillo entra in maggioranza o sostiene il governo potrebbe chiedere la fine di tutte le nostre missioni all'estero, il capovogimento della nostra politica verso l'Iran, la modifica dei patti internazionali e persino delle alleanze. Che succederebbe allora? Bersani gli darebbe retta o lo manderebbe al diavolo? Non voglio neppure immaginare un paese che per accogliere in maggioranza Beppe Grillo accogliesse in pompa magna Ahmadinejad. Forse per fare un governo servono più cose dei voti del movimento 5 stelle e del sostegno di Adriano Celentano.

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