Mambo

21 Marzo Mar 2013 0813 21 marzo 2013

Bersani in trappola, lo aspettano Renzi e Grillo per sbranarlo

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Bersani si è tagliato tutti i ponti alle spalle e sta andando dal capo dello Stato con un 'unica proposta: un governo appoggiato  dai grillini, tutti o in parte. Probabilmente per raggiungere questo risultato è anche pronto a rinunciare alla premiership a favore di altre personalitòà, fra cui in prima linea l'attuale presidente del senato, l'ex magistrato Grasso. Se ha un senso questa strategia è quella di segnare una linea di demarcazione netta fra il Pd e il resto del Parlamento. Un rifiuto di dialogo che la sinistra non ha mai praticato, neppure negli anni duri della guerra fredda. Bersani sa di correre molti rischi. Il primo è appunto quello di cedere la presidenza del consiglio. Il secondo è  quello di dar vita a quel governo di alto profilo che assomiglia tanto a quel "governo degli onesti" che Scalfari  e Visentini vagheggiarono per fermare Craxi. In tutti e due i casi il Pd farebbe solo da portare d'acqua. Dove sta il vantaggio per questo partito nel condurre questa spericolata operazione? Sta nell'idea che così facendo un'area elettorale radicale, dove ha pescato parte dei suoi voti Beppe Grillo, potrebbe tornare a votare in elezioni ravvicinate il Pd. Quello che Bersani trascura è che c'è un ampia fetta di elettorato non di sinistra che di fronte al fatto che tutte le istituzioni, dalle Camere a palazzo Chigi al Quirinale, possono essere guidate da maggioranza piddino-grilliste può ricompattarsi attorno alla destra. Potrebbe essere una maggioranza elettorale. Un tempo si diceva che non si governava con il 51%, lo stesso Bersani lo ha detto in campagna elettorale. Oggi con poco meno del 30% ci si pone l'obiettivo di prendere tutto. Ma è fondata l'ipotesi che così facendo si possano prosciugare i grillini? Se accadesse non è detto che il vantaggio si rivolga al partito di Bersani e non verso la destra o altre formazioni radicali. Se non accadesse quella di Bersani sarebbe una donazione di sangue pressocchè totale e  inutile. Questa strategia sta realizzando anche l'altro obiettivo di "rottamare" il gruppo dirigente tutto intero del Pd. Anche qui c'è da chiedersi se in questo modo Bersani potrà riassorbire Renzi. Appare difficile sia perchè Renzi ha dalla sua l'età e i boatos che lo danno vincitore di prossime elezioni, sia perchè la soluzione Renzi avrebbe quel profilo moderato che può correggere l'immagine ultra-radical di Bersani e del suo Pd. Inutile invece cercare di capire quel che si muove nel partito. Ormai il gioco di scomposizione delle correnti è diventato indecifrabile perchè se Bersani fallisce molte carriere si interrompono e se Bersani riesce molte si sono già interrotte.

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