Mambo

22 Marzo Mar 2013 2027 22 marzo 2013

Bersani è partito, cercasi Scilipoti democratici

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Non avevano una faccia allegra Napolitano, prima, e Bersani, dopo, quando hanno esposto ai giornalisti il programma dei prossimi giorni. E si capisce perchè. Dopo tanti giorni di parole e di indiscrezioni ormai si fa sul serio. Bersani deve portare al presidente  una maggioranza certa che può spingere il Quirinale a dare via libera al tentativo. Questi numeri sulla carta non ci sono a meno che non crescano, come è già accaduto sul fronte destro dello schieramento del senato, nuovi gruppi che si dichiarino disposti a dare il consenso al tentativo di Bersani. Insomma potremmo trovarci di fronte a una replica dello schema-Cossiga che consentì a Massimo D'Alema di varare il suo governo. Solo che questa volta il via libera verrebbe dato non da dissenzienti ma da consenzienti di Berlusconi. Berlusconi in pratica potrebbe autorizzare la nascita di un gruppo di "responsabili" in grado di far andare avanti Bersani con l'intenzione di trattare con il Pd la presidenza della repubblica, e la grazia per la propria incolumità personale dopo i processi,  e al tempo stesso favorire la nascita di un governo che potrebbe logorarsi di fronte alla via crucis di un parlamento trasformato in un Vietnam. Potrebbe anche formarsi un piccolo gruppo di "responsabili" grillini a cui garantire la rielezione. Possono cioè succedere molti episodi di parlamentarsimo nero che darebbero a Bersani la possibilità di avviare il tentativo. A questo punto il segretario del Pd potrà sperare di attrarre il favore della pubblica opinione con nomi di ministri indiscussi, marcati da "Repubblica", e con un  programma attraente. Strada, come si vede, difficile, piena di ostacoli e piena anche di sacrifici per il partito  guidato da Bersani che dovrebbe  spegnere molte speranze di candidati ministri. Questo è lo stato dell'arte. Fuori da questa ipotesi c'è solo un governo tecnico-poltico guidato dal presidente del senato, aperto al PdL. Napolitano ha lamentato l'impossibilità di grandi intese e sono ormai forti le voci che si levano per la sua riconferma. Il presidente le ha tuttte rigettate. Non sappiamo se potrà dire di no di fronte alla chiamata di un parlamento che non  riuscisse a trovare un nome condiviso.

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